Monti incontra Sarkozy “Europa debole, ora agisca nuove misure entro marzo”

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PARIGI – Convergenza di vedute, fiducia nel futuro dell’euro e dell’Ue: Francia e Italia lavorano «mano nella mano», assicura Mario Monti. Nicolas Sarkozy e Franà§ois Fillon gli fanno eco, senza lesinare i complimenti: chiusa l’èra berlusconiana, i francesi tornano a considerare Roma un alleato affidabile e prezioso per temperare la rigidità  tedesca. Non c’è dubbio che l’immagine del nostro paese sia radicalmente cambiata da due mesi a questa parte, ma qua e là  si capisce che convergenza non significa identità : quando Monti martella che l’Italia ha fatto il suo dovere non si può fare a meno di pensare che i francesi hanno ancora molto da fare in materia di deficit. E quando Sarkozy dice che entro fine gennaio la Francia introdurrà  la tassa sulle transazioni finanziarie, il presidente del Consiglio apre sulla misura, ma ricorda che le decisioni devono essere collettive.
Monti torna tuttavia a Roma con un successo: il 20 gennaio riceverà  Sarkozy e Angela Merkel per un vertice tripartito alla vigilia delle prossime scadenze europee, l’eurogruppo del 23 e il consiglio dei capi di Stato e di governo del 30. Un modo per inserirsi in quell’asse franco-tedesco spesso criticato nelle cancellerie europee.
La visita parigina si è svolta in tre tempi: un pranzo con Fillon all’inizio e un colloquio con Sarkozy alla fine. Nel mezzo un’intervista al canale all news France24 («le banche italiane sono solide» ha detto) e un intervento a un convegno sul futuro dell’economia mondiale. Qui Monti non è stato meno politico. Ha ricordato che l’Italia raggiungerà  il pareggio di bilancio nel 2013, ha sottolineato come gli italiani abbiano accettato misure che erano difficili da accettare. Tutti devono fare il loro dovere, perché «la crisi non riguarda l’euro come moneta, ma la situazione finanziaria di molti paesi dell’eurozona». La crisi ha fatto emergere una forza dell’Europa: «Il processo di globalizzazione e la crisi hanno contribuito a far aumentare l’attenzione e il rispetto nelle altre parti del mondo per alcuni aspetti del sistema europeo, in particolare il modello sociale europeo». Sono tuttavia emerse anche le debolezze dell’Ue, che può combatterle solo andando verso una maggiore integrazione. Su questo punto, il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha suggerito di dare all’Europa «una vera banca centrale, con gli strumenti per gestire il tema della stabilità  e della liquidità  sui mercati». Secondo il ministro, intervenuto nello stesso convegno, «visione e pragmatismo» devono tornare a guidare la costruzione europea.
Negli incontri istituzionali, Monti ha insistito sulla convergenza di vedute. Forte della manovra e del suo rapidissimo varo parlamentare, si è permesso anche un richiamo all’ordine per i partner: «E’ importante che ogni Stato faccia quel che deve fare per il consolidamento di bilancio e per introdurre le riforme necessarie. È essenziale che ciò venga fatto da ogni Stato, a tutti i livelli».
Sarkozy è stato caloroso, ha sottolineato «la perfetta identità  di vedute sul futuro dell’Europa e sul modo di risolvere la crisi di fiducia al cuore dell’eurozona». Poi gli elogi a Monti, per «il coraggio, la competenza, le decisioni estremamente rapide» prese dal governo italiano: «Gli ho anche detto la fiducia che ispira agli altri capi di Stato e di governo europei». L’unica dissonanza è venuta dalla tassa sulle transazioni finanziarie, la Tobin tax. L’idea francese di andare avanti da soli, dettata dalle esigenze elettorali di Sarkozy, è stata fortemente criticata dal portavoce del governo tedesco, che pure è favorevole al progetto, e dalla Commissione. Monti, dal canto suo, ha lanciato un segnale di disponibilità : «Il mio governo ha fatto un’apertura» e su questo si sta lavorando.


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