San Vittore, 21enne si impicca: aveva più volte denunciato violenze

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MILANO – Sale a quota dieci il numero di suicidi nelle carceri italiane in questo inizio di 2012. In meno di due mesi si contano già , in complesso, 24 “morti di carcere”, di cui 10 per cause ancora da accertare. Quello di Alessandro Gallelli è l’ultimo nome ad aggiungersi alla lista: 21 anni, si è tolto la vita sabato sera nella sua cella del carcere di San Vittore, dove era recluso in attesa di giudizio con un’accusa di violenza sessuale. Nei quattro mesi di detenzione aveva, a più riprese, denunciato violenze. La sua storia è resa nota, ancora una volta, dall’Osservatorio permanente sulle morti in carcere.

Gallelli aveva sulle spalle quattordici i capi di imputazione, tra cui violenza sessuale e molestie ai danni di ragazze minorenni. Sarebbero state proprio queste accuse a rendere la sua vita all’interno del carcere un inferno: “Il pestaggio è un triste ‘classico’ del codice che vige in prigione nei confronti di chi è imputato di reati sessuali” si spiega dall’Osservatorio. Ma i vertici di San Vittore garantiscono che il giovane era in isolamento e che non poteva essere vittima di pestaggi o percosse. Inoltre, era seguito da medici specialisti e si sarebbe ucciso subito dopo una seduta psichiatrica.

“Sono sconcertato per quanto di terribile è successo – afferma l’avvocato Giuseppe Lauria, del foro di Milano -. Fin da subito avevo presentato istanza di scarcerazione con richiesta di arresti domiciliari a casa dei nonni”. Richiesta respinta. “Dopo l’emissione di rigetto – riferisce ancora l’avvocato -, il padre mi aveva revocato il mandato di conferimento, ma questa vicenda mi era rimasta a cuore. Non vi erano, a mio parere, gravi indizi di colpevolezza e Alessandro era incensurato”. Secondo Lauria la negazione dei domiciliari “ha significato agire con troppa leggerezza”. E aggiunge: “Alessandro è una delle tante vittima di questo malcostume giudiziario di italica abitudine: si ricorre alla carcerazione in maniera del tutto indiscriminata”. Nessuna dichiarazione da parte della famiglia, ma è ancora l’avvocato a riferire che “lo ha sempre considerato innocente, lottando per la sua scarcerazione: era una ragazzo dal temperamento non facile, ma non certo un delinquente”. Intanto sul fatto si è aperta un’inchiesta ed è stata disposta l’autopsia. (gig)

 

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