Dalla Saar la grande coalizione
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La ministra-presidente uscente, la democristiana Annegret Kramp-Karrenbauer, si è già impegnata a un sodalizio con la Spd. E il suo concorrente, il socialdemocratico Heiko Maas, è d’accordo con lei nel preferire questa combinazione. La Spd neanche pensa a formare una maggioranza, pur numericamente a portata di mano, con i socialisti della Linke guidati da Oskar Lafontaine, molto popolare nella regione che ha governato per 13 anni, dal 1985 al 1998, come ministropresidente socialdemocratico. La Saar è un piccolo Land con 800mila elettori. È stata a lungo contesa tra Francia e Germania per il suo carbone e le sue acciaierie. Ma i giacimenti di carbone sono profondi, l’estrazione costosa – l’ultima miniera chiuderà quest’anno a luglio – e la siderurgia è stata pesantemente ridimensionata. Per il declino delle vecchie industrie, solo in parte compensato da nuovi insediamenti, la Saar è cronicamente deficitaria nel sistema di compensazione finanziario tra le regioni tedesche, meccanismo che andrà rinegoziato nel 2013. I Là¤nder più ricchi non hanno alcuna voglia di continuare a sovvenzionare i più poveri. E qualcuno propone perfino di farla finita con la Saar e di annetterla alla Renania-Palatinato. In questo minaccioso scenario rafforzerebbe la posizione della regione nelle incombenti trattative politiche, sostengono concordi Kramp-Karrenbauer e Maas. Verso le politiche Ma se a Saarbrà¼cken spingono in questa direzione anche specifici interessi regionali, il trend verso una grande coalizione in Germania, come probabile sbocco delle elezioni politiche del 2013 – sembra assumere dimensioni generali. Si è cominciato nel settembre scorso a Berlino, dove la Spd del borgomastro Klaus Wowereit, pur disponendo di una maggioranza con i Verdi, gli ha preferito i democristiani. A gennaio il presidente della Spd Sigmar Gabriel ha promesso toni costruttivi e cooperativi per le prossime politiche: «Non faremo una campagna elettorale contro la cancelliera Merkel ma per una Germania migliore». A marzo Spd e Cdu, con contorno di verdi e liberali, hanno concordemente eletto alla presidenza della repubblica Joachim Gauck. Un tempo le grandi coalizioni si facevano in situazioni di emergenza. La «crisi della politica», l’appannarsi delle differenze in un centro sempre più dilatato e onnivoro, la diffusa predisposizione a accettare compromessi tecnocratici apparentemente «senza alternative» – ne sappiamo qualcosa in Italia con la mega-coalizione che sostiene il governo Monti, dal Pdl al Pd – congiurano per farne la normalità .
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