Merkel in campo per Yulia «Boicottiamo gli Europei»

BERLINO — L’allarme e la preoccupazione per gli sviluppi del caso Tymoshenko crescono e un boicottaggio «politico» dei campionati europei di calcio non è più un’ipotesi ma una concreta possibilità . Coerentemente con la ferma posizione tenuta dal governo di Berlino in queste ultime settimane, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto sapere di non avere intenzione di recarsi in Ucraina per partecipare alla manifestazione finché continuerà  la detenzione della ex premier, condannata a sette anni per abuso d’ufficio, maltrattata in carcere e in attesa di un nuovo processo. Anche i ministri tedeschi resteranno a casa. Unica eccezione, forse, Hans-Peter Friedrich. Ma si tratta di una mossa politica. Il ministro degli Interni si è detto disponibile ad assistere all’incontro tra i calciatori tedeschi e la nazionale olandese in programma a Karkhiv, a condizione di poter visitare in carcere la leader dell’opposizione ucraina. Parole dure sulla condotta del governo di Kiev sono venute dal ministro degli Esteri Guido Westerwelle, che si è definito «scioccato» dalle notizie sugli abusi subiti dalla Tymoshenko. «Le vengono negate — ha osservato — cure mediche appropriate, contro ogni dovere legale e morale». 
Alla posizione del governo corrispondono sentimenti analoghi nell’opinione pubblica tedesca, nella società  civile e nel mondo sportivo. Il numero uno del Bayern di Monaco, Uli Hoeness, ha chiesto di intervenire al presidente dell’Uefa Michel Platini. Qualche perplessità  solo dalla stampa. La Sà¼ddeutsche Zeitung, per esempio, scrive che sarebbe nell’interesse della Germania «rafforzare il presidente Yanukovich contro i sogni imperiali di Putin». Intanto, alla decisione del nuovo capo dello Stato tedesco Joachim Gauck di non partecipare al vertice dei Paesi dell’Europa centrale in programma a Yalta a metà  maggio si sono già  associati i presidenti di Austria e Slovenia e probabilmente faranno lo stesso anche quelli di Estonia e Lettonia. 
La Germania non è sola, quindi, nel difendere i diritti di Yulia. In Italia, il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha espresso «forte apprensione» per la notizia delle violenze subite dalla Tymoshenko. La Farnesina si sta muovendo perché le sia assicurato «il pieno rispetto dei diritti ad una assistenza medica e ad una difesa legale adeguate». Per l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi la battaglia per la liberazione della leader ucraina «è una battaglia politica e di civiltà  che stiamo conducendo con determinazione, consapevoli di avere dalla nostra parte tutti quegli europei che amano la libertà  e la democrazia e si battono per una giustizia giusta». Della necessità  di valutare «seriamente» l’ipotesi di boicottaggio ha parlato esplicitamente il leader dell’Udc Pierferdinando Casini. Sulla vicenda l’ex presidente della Camera condivide l’opinione espressa da Berlusconi al vertice del Ppe. «Per una volta – aggiunge – sono d’accordo con lui». Anche da sinistra, la deputata del partito democratico Anna Paola Concia chiede al presidente del consiglio Mario Monti e a tutto il governo italiano «di seguire l’esempio della cancelliera Merkel».


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