Un Nuovo Scacchiere per la Galassia Jihadista

Le bombe di Boko Haram in Nigeria, l’attacco con le granate in Kenya, le continue minacce contro chi professa una fede diversa fanno parte di una strategia duplice. La prima è quella della «pulizia religiosa». I talebani d’Africa, così sono stati soprannominati gli estremisti di Boko Haram, vogliono eliminare qualsiasi presenza cristiana in Nigeria. E non solo.
Lo hanno detto e ora provano a mantenere la promessa. Azioni più limitate nel quadrante Sud-Est (Kenya, Somalia), ma anche qui i missionari o simboli della Chiesa sono dei bersagli.
Nell’anniversario della morte di Osama Bin Laden, lo scacchiere africano conferma tutta la sua pericolosità . Grandi territori, confini porosi, armi in quantità  (e non solo quelle prelevate negli arsenali libici) ne fanno l’arena ideale dove i qaedisti possono lanciare la controffensiva. La vecchia Al Qaeda aveva già  deciso di farlo negli anni ’90 (Somalia), poi si è concentrata in altre regioni. Ma l’idea è rimasta e ricorre spesso nella propaganda jihadista.
Alcuni gruppi non sono molto sofisticati e la preparazione ideologica, a volte, appare posticcia. Ma ciò che conta sono gli effetti: la lunga stringa di attacchi di Boko Haram contro le chiese ne è la conferma drammatica. Saranno pure dei mezzi banditi o criminali travestiti da terroristi, tuttavia rappresentano una minaccia pericolosa.
E sono già  evidenti i collegamenti con quello che rischia di diventare un Afghanistan nel cuore del Sahel. La gigantesca area nel nord del Mali dove la travolgente rivolta tuareg ha contribuito a creare un vuoto subito riempito dai militanti. I qaedisti, fino a pochi mesi fa, erano delle ombre sfuggenti lungo le piste del deserto. Oggi si fanno vedere nelle città  liberate. E la «sezione» algerina di Al Qaeda conta tra le sue file dozzine di africani. Usando poi i vincoli familiari con clan locali ha messo radici. E grazie ai riscatti ottenuti con i rapimenti degli occidentali — ricordiamo che Rossella Urru è ancora nello loro mani — può comprarsi il silenzio o l’alleanza. Un patto rafforzato dalla presenza della fazione tuareg islamista Ansar Dine. I guerriglieri, dopo aver dichiarato (e smentito) di voler imporre la Sharia (legge islamica) hanno iniziato a distruggere statue e documenti antichi a Timbuktu. Un gesto che ricorda quello dei talebani a Bamiyan. E non è certo un buon segnale.


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