Formigoni, dieci giorni per la nuova giunta

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MILANO — Formigoni guarda avanti. Il giorno dopo la crisi (per ora) rientrata, il Governatore lombardo sta già  pensando alla nuova squadra di governo che dovrà  costituire nel giro di una decina di giorni. E se il segretario della Lega Lombarda, Matteo Salvini sostiene ai microfoni della Zanzara che «fossi stato Formigoni, mi sarei dimesso», sostenendo che «una nuova giunta è inutile e comunque la Lega non dovrebbe entrarci, anzi non dovrebbe dare neanche l’appoggio esterno», il presidente ribadisce che «l’accordo con la Lega è molto forte».

Guarda avanti, dunque, il numero uno lombardo, convinto di «aver dato ai cittadini un grande segnale di discontinuità  azzerando la vecchia giunta e rilanciando il programma di governo con l’impegno a definire una serie di riforme: a partire da quella sulla sanità  fino al progetto della macroregione». Guarda avanti nella consapevolezza che la macchia della ‘ndrangheta sull’ormai ex assessore Domenico Zambetti è «un fatto gravissimo». Di questo, Formigoni discuterà  questa mattina in un incontro riservato, nei locali della prefettura, con il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri.
Ieri il Governatore ha riunito per l’ultima volta la giunta nella quale sedeva anche Zambetti, finito in carcere con l’accusa di avere comprato voti dalla ‘ndrangheta. Tutti gli assessori e i sottosegretari hanno consegnato la loro delega (le dimissioni decorreranno a partire dall’insediamento della nuova squadra), spiegando di «condividere il pensiero politico che sta alla base della decisione presa dal presidente». Formigoni li ha ringraziati uno ad uno per «il gesto di grande generosità  e per il senso di responsabilità  dimostrato»: «È stato un passaggio difficile — conferma — perché ha toccato persone che hanno lavorato bene e non hanno mai avuto problemi con la giustizia». Compresi il fedelissimo assessore e cognato Giulio Boscagli, e il responsabile delle infrastrutture Raffaele Cattaneo. Ma anche Valentina Aprea, che per venire in Regione aveva rinunciato al seggio sicuro al Parlamento, durante un altro rimpasto avvenuto soltanto pochi mesi fa.
Da registrare anche la polemica dell’Udc che accusa Pd, Lega e Pdl: «Il nostro partito — taglia corto il consigliere regionale Enrico Marcora — non ha l’imbarazzo di avere sostenuto Penati (candidato del centrosinistra, ndr), né tantomeno Formigoni, ma solo l’orgoglio di aver candidato Savino Pezzotta. Oggi possiamo solo dire di aver previsto questa situazione, ma è solo una disarmante e sconfortante consolazione». Marcora sarà  al convegno che si svolge oggi a Bergamo con le organizzazioni del mondo del lavoro e dell’economia che hanno promosso il documento di Todi per il Buon Governo. Si riuniranno consiglieri regionali, provinciali e comunali, sindaci e amministratori che, a titolo personale, valuteranno la possibilità  di costruire una alternativa civica a Formigoni creando una lista smarcata dai partiti. Già . Perché non è soltanto Formigoni che guarda avanti.


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