L’urlo di Grillo: «Politici, arrendetevi»

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MILANO — Alla fine l’onda dello tsunami grillino ha travolto anche Piazza Duomo. Un fiume di folla si è riversato in strada per assistere al comizio milanese di Beppe Grillo: 35 mila i presenti secondo i dati della Questura, 100 mila secondo il blog del leader. Una schiera eterogenea — anziani, donne, ragazzi, impiegati, studenti — che dà  la sensazione di aver superato nei numeri quelli della manifestazione di domenica scorsa organizzata dal centrosinistra (secondo stime non ufficiali le presenze erano 30 mila circa, ndr). Poche bandiere, molti palloncini bianchi montati accanto al palco e vicino ai gazebo distribuiti per temi intorno alla piazza.
Il leader Cinque Stelle inizia il suo intervento infiammando subito la platea. «Il mio grido è arrendetevi, siete circondati dal popolo italiano — ha detto rivolgendosi ai politici dei vecchi partiti —. Arrendetevi e vi prometto che non useremo violenza su di voi, vi accarezzeremo come si fa con i malati di mente. Dovete andarvene finché siete in tempo». Poi, una serie di attacchi: alla Rai («Ci teniamo tre Rai per farci prendere per il c…, ne basta una»), all’Expo («Che senso ha?»), alla sanità  lottizzata dai partiti. E anche una piccola difesa: «Dietro di me ci sono io e dietro Casaleggio c’è Casaleggio, due persone che fanno qualcosa per gli altri senza un ritorno economico», ribatte.
E mentre la folla lo interrompe con un «Tutti a casa», sul palco prende la parola Dario Fo. «Mi sembra di essere ritornato indietro di parecchi anni, alla fine della guerra — arringa il premio Nobel —. Allora ci fu una festa come questa e c’era tanta gente come voi, felice piena di gioia. Non dico speranza, ma certezza che si sarebbe rovesciato tutto e non ci siamo riusciti, fatelo voi per favore, ribaltate tutto per favore». Applausi. E una sorpresa in più nel giorno delle sorprese. Poche ore prima al centro della scena è balzato Adriano Celentano, che ha diffuso sul web il brano inedito «Ti fai del male». Il Molleggiato non cita mai i Cinque Stelle, ma il testo sembra un sostegno al movimento. «Si dice in giro che fra i partiti c’è un’onda nuova che è partita dal niente — recita il testo —. E come una valanga sta avanzando, come un ciclone, per abbattere il marcio della nazione». Proprio la presenza di Celentano venerdì a Roma per il comizio di chiusura della campagna elettorale in piazza San Giovanni serpeggia come un interrogativo tra la folla. Il candidato governatore del Lazio, Davide Barillari, a Milano per una sorta di gemellaggio, a domanda diretta, sorride e non smentisce. «Vedremo, ci saranno delle sorprese».
Intanto, tra attivisti e candidati circola ottimismo sul probabile esito elettorale. «Ho scoperto che il consenso sta aumentando in categorie che non avrei mai immaginato: ingegneri, commercialisti…», sostiene Vito Crimi, candidato in Lombardia al secondo posto a Palazzo Madama. E guarda oltre il voto: «Dovessimo essere all’opposizione potrebbero toccarci cariche come la presidenza del Copasir o della vigilanza Rai», ammette. A pochi metri di distanza c’è Dino Alberti, capolista in Lombardia 2, che si schermisce: «Non devo parlare dal palco, farebbe un po’ impressione prendere la parola qui».
Ma l’attenzione è tutta per Grillo (che ribadisce la necessità  dei referendum propositivi senza quorum: «Sarà  la prima cosa che faremo»). Proprio quando il leader inizia il suo monologo, poco più in là , sbuca dalla Galleria Vittorio Emanuele II il guru del movimento, Gianroberto Casaleggio, e si infila ad ascoltare l’intervento tra il pubblico. Guarda la gente assiepata sul sagrato, saluta i sostenitori. Ma il colpo d’occhio del cofondatore e di Grillo va oltre i presenti. In realtà  la piazza è doppia. Ed è lo stesso leader Cinque Stelle ad annunciarlo sul palco: «Trentacinquemila persone ci stanno seguendo in streaming». Ancora applausi. «È meraviglioso, mi aspettavo tanta gente ma non tutta questa folla», ripete ai giornalisti prima di lasciare Milano.
«Qui in Italia si è riaccesa una luce sulla faccia delle persone — conclude — e ora cominciamo a crederci tutti in questo progetto». Il camper riparte, destinazione Monza. In piazza sventolano ancora le bandiere del movimento, più in là , a Palazzo Reale, svetta un tricolore.


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