Sigarette elettroniche vietate ai minori “Pericolose soprattutto per i giovani”

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LA VENDITA delle sigarette elettroniche sarà  vietata ai minori di 18 anni. Lo ha deciso ieri un’ordinanza firmata dal ministro della Salute Renato Balduzzi che entrerà  in vigore il 23 aprile. Fino a quella data resta valida la norma attuale, che vieta la vendita al di sotto dei 16 anni. Le regole sulle sigarette elettroniche (ovviamente solo quelle che contengono nicotina) si adeguano così alle nuove norme sul tabacco.
IL TABACCO, infatti, è stato proibito ai minorenni dallo scorso primo gennaio. L’ordinanza di Balduzzi sulle sigarette elettroniche scadrà  il 31 ottobre di quest’anno. Entro quella data è atteso un nuovo parere del Consiglio Superiore di Sanità , che Balduzzi ha chiesto per capire quali siano gli effetti sulla salute di questo nuovo metodo di fumare, esploso negli ultimi tre anni e che oggi coinvolge quasi due milioni di italiani, dando lavoro a 4mila fra produttori e venditori impiegati in 1.500 negozi per un giro d’affari attorno ai 150 milioni di euro.
«Gli effetti dannosi sulla salute esistono, soprattutto fra i giovani » ha ribadito Balduzzi. I dubbi sulle sigarette elettroniche erano stati già  sollevati il 20 dicembre dell’anno scorso da un documento dell’Istituto Superiore di Sanità . Lo studio aveva lanciato l’allarme perché «anche per i prodotti a bassa concentrazione, la dose quotidiana accettabile di nicotina è superata anche solo con un uso moderato delle sigarette elettroniche». Che la nicotina faccia male e crei dipendenza resta assodato, ma non è sufficiente a quantificare con precisione la pericolosità  del “fumo a vapore”. «Rispetto alle sigarette classiche, quelle elettroniche sono meno dannose» spiega Roberta Pacifici, che all’Istituto Superiore di Sanità  dirige l’Osservatorio fumo, alcol e droga. «Ma troppe domande restano ancora senza risposta. È un metodo efficace per perdere il vizio? Gli aromi usati hanno una loro tossicità ? Qual è l’effetto del fumo all’interno dei polmoni? Il vapore passivo ha conseguenze negative sulla salute? Gli studi per rispondere a questi dubbi sono partiti, ma serve ancora tempo. E non dimentichiamo che i test su alcune ricariche sequestrate hanno mostrato livelli di nicotina diversi da quelli indicati in etichetta, in alcuni casi inferiori e in altri superiori».
Nell’incertezza, Balduzzi ha deciso di mettere paletti più rigidi almeno attorno ai giovani. «Tutte le cautele e le regolamentazioni che negli anni abbiamo adottato per il tabacco non esistono per le sigarette elettroniche che contengono nicotina» spiega Enrico Garaci, presidente sia del-l’Istituto Superiore di Sanità  che del Consiglio Superiore di Sanità . «In questo settore partiamo da zero. Ma le regole sono necessarie e anche la Commissione Europea sta mettendo a punto delle norme per stabilire se questi dispositivi vadano trattati come farmaci». L’ordinanza di Balduzzi è stata «accolta senza nessuna obiezione» dall’Associazione nazionale fumo elettronico. I rivenditori rischiano ora le stesse sanzioni dei tabaccai, da 250 a 2mila euro e la sospensione di tre mesi della licenza per i recidivi.
Il parere del Consiglio Superiore della Sanità  servirà  a Balduzzi anche per decidere se assegnare alle sigarette elettroniche l’etichetta di “medicinale per funzione”. In questo caso gli apparecchi per il fumo a vapore saranno sottoposti a norme più rigide pur non essendo classificati come dispositivi farmaceutici in senso stretto. «Il nostro timore spiega Roberta Pacifici – è che le sigarette elettroniche attraggano i giovani e li facciano diventare dipendenti». Garaci ricorda: «A invitarci alla precauzione basta un fatto. La Cina, che ha inventato e diffuso nel mondo le sigarette elettroniche, le ha vietate nei suoi confini».


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