Manovra, il paracadute del governo Potranno aumentare benzina e sigarette

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ROMA — Ieri sera il testo definitivo della legge di Stabilità approvata dal consiglio dei ministri di martedì non era ancora pronto. I tecnici stavano lavorando alla formulazione finale dei testi per sciogliere gli ultimi dolorosi nodi che riguardano la clausola di salvaguardia che prevede ben 20 miliardi di nuovi aggravi fiscali nel triennio 2015-2016. A Palazzo Chigi e al ministero dell’Economia spiegavano comunque che il disegno di legge dovrebbe arrivare oggi in Parlamento e che la norma sui 20 miliardi va intesa come una garanzia da dare alla Commissione europea sul fatto che l’Italia rispetterà il percorso di risanamento dei conti pubblici, ma che si ricorrerà a maggiori entrate solo se non basteranno i tagli di spesa. Secondo le ultime indiscrezioni, la norma dovrebbe essere generica e prevedere che nel corso del 2014 (il termine non sarebbe il 31 marzo, ma verrebbe spostato in avanti) con un decreto del presidente del Consiglio si individueranno tutti gli interventi atti a realizzare 3 miliardi di maggiori entrate nel 2015, 7 miliardi nel 2016 e 10 nel 2017. Anche se non verrà specificato, si potrà ricorrere sia al taglio delle agevolazioni, detrazioni, deduzioni ed esenzioni fiscali, sia all’aumento delle aliquote di prelievo, dalle imposte alle accise (carburanti, sigarette, alcol). Si ricorrerà a queste maggiori entrate nella misura in cui i 20 miliardi nel triennio non verranno assicurati dai tagli di spesa che dovrebbero essere individuati dal commissario per la spending review Carlo Cottarelli. E al Tesoro sono fiduciosi che da qui al 2015 l’aumento delle tasse possa essere evitato.
Nel 2014, intanto, scatterà una riduzione dell’aliquota delle spese detraibili (mediche, istruzione, eccetera) dal 19% al 18% (e poi al 17% nel 2015) se entro il 31 gennaio non sarà stato varato un primo riordino della giungla delle agevolazioni fiscali. La detraibilità al 18% colpirebbe le spese effettuate nel 2o13 portate a sconto nella dichiarazione 2014. Anche su questo punto, però, ieri sera i tecnici erano al lavoro e potrebbero esserci modifiche.
Quel che è certo è che intorno alla legge di Stabilità sta salendo di molto la tensione politica. E non solo per la rottura di Mario Monti con Scelta civica e per la minaccia di dimissioni del viceministro dell’Economia Stefano Fassina, ma anche per le perplessità in aumento sia nel Pd (Epifani) sia nel Pdl, che con Renato Brunetta chiede a Letta l’immediata convocazione della cabina di regia e giudica inaccettabile la nuova imposta sulla casa, la Trise, «perché non esenta del tutto dal prelievo sulla prima casa e rischia di far pagare di più chi ha due case». Intanto, il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, soddisfatta per aver evitato i tagli con la legge di Stabilità, dice che si possono risparmiare 5 miliardi l’anno «rendendo appropriati i ricoveri ospedalieri».
Se le preoccupazioni per le tasse nascoste nel ddl aumentano, tutti sono d’accordo nel chiedere che si faccia di più sul cuneo fiscale rispetto ai 10-15 euro al mese che potrebbero finire in più nelle buste paga dei lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. Anche la Cisl di Bonanni minaccia la «mobilitazione» Il ministro del Lavoro Giovannini, auspica un intervento anche a favore dei più poveri. Il collega dello Sviluppo, Flavio Zanonato dice che in Parlamento la legge potrà migliorare. Elvira Savino (Pdl) ironizza: «Visto che Obama ha apprezzato la manovra, vuol dire che ha letto il testo. Le camere ancora no».


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