La Cgt alle Ferrovie: «Basta controlli dei migranti sui treni e nelle stazioni»

Francia. Il sindacato di sinistra: «La disobbedienza è un dovere. Sncf non dimentichi che si è dovuta scusare per le deportazioni dell’epoca di Vichy»

Anna Maria Merlo, il manifesto redazione • 23/6/2015 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Europa, Immigrati & Rifugiati • 1276 Viste

La poli­zia fran­cese usa locali e parte della sta­zione di Menton-Garavan per con­trol­lare i rifu­giati fer­mati alla fron­tiera con l’Italia. Il segre­ta­rio gene­rale della Cgt-Ferrovieri, Gil­bert Gar­rel, ha scritto una let­tera al pre­si­dente della Sncf, le fer­ro­vie fran­cesi, Guil­laume Pepy, per pro­te­stare con­tro i con­trolli di poli­zia sui migranti, fatti sui treni e nelle sta­zioni. «In certi casi — con­clude Gar­rel — la disob­be­dienza è un dovere». Alle sta­zioni di Men­tone e di Nizza i con­trolli sono con­ti­nui e i treni in ritardo. La Cgt denun­cia che la sta­zione di Men­tone serva ormai da «par­cheg­gio per migranti, inqua­drati dalle forze dell’ordine, per orga­niz­zare il riflusso di que­sta povera gente». Le Fer­ro­vie met­tono anche a dispo­si­zione della poli­zia dei locali in altre sta­zioni del sud-est.

Gar­rel ricorda la sto­ria della Sncf, che ha dovuto chie­dere scusa (e pagare dopo denunce pre­sen­tate negli Usa) per le depor­ta­zioni verso i campi di con­cen­tra­mento durante il periodo di Vichy e dell’occupazione: oggi «i diri­genti locali della Sncf si giu­sti­fi­cano sulla base di ordini di requi­si­zione della pre­fet­tura per met­tere gli spazi della Sncf a dispo­si­zione della poli­zia». Gar­rel, evo­cando il pas­sato, chiede: «La dire­zione della Sncf ha costruito la sua difesa sul prin­ci­pio di requi­si­zione impo­sto dallo Stato fran­cese in que­sto periodo buio della nostra sto­ria: allora, signor pre­si­dente, tra qual­che anno uno dei suoi suc­ces­sori dovrà pre­sen­tare delle scuse sul suolo africano?».

La Cgt denun­cia lo «zelo» della dire­zione regio­nale della Sncf nel sud-est della Fran­cia nel rispon­dere alle richie­ste della Pre­fet­tura. Per esem­pio, nella sta­zione di Nizza, dove arri­vano i migranti che sono riu­sciti a pas­sare la fron­tiera dall’Italia e a sfug­gire ai con­trolli a Men­tone, i rifu­giati, che spe­rano di poter pren­dere un Tgv per Parigi, ven­gono inca­na­lati in file orga­niz­zate da bar­riere della Sncf. «Que­ste per­sone — sot­to­li­nea Gar­rel — sono in regola rispetto alla Sncf, hanno il biglietto, che non viene loro nep­pure rim­bor­sato, men­tre il prezzo rap­pre­senta per loro uno sforzo enorme viste le con­di­zioni di pre­ca­rietà in cui vivono».

La Cgt-Ferrovieri chiede a Pepy di «opporsi e que­ste pro­ce­dure con­dan­na­bili» e di non coin­vol­gere il «ser­vi­zio pub­blico nella cac­cia ai migranti». Il ser­vi­zio pub­blico non deve «ser­vire una poli­tica euro­pea e fran­cese che non assume le pro­prie respon­sa­bi­lità e trova come sola rispo­sta» al dramma dei rifu­giati «la repres­sione e la chiu­sura delle fron­tiere». Per i mili­tanti che in que­sti giorni aiu­tano i rifu­giati a Men­tone e che hanno mani­fe­stato con­tro la repres­sione e i con­trolli, «la sesta potenza eco­no­mica può acco­gliere chi fugge da guerre e dittature».

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