I sindacati risvegliano l’Europa sociale

Congresso Ces. 90 organizzazioni di 39 paesi riuniti a Parigi. Hollande e Juncker insistono sulla “solidarietà”. Susanna Camusso difende un piano europeo per il lavoro dei giovani

Anna Maria Merlo, il manifesto redazione • 30/9/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza nel mondo, Sindacato • 728 Viste

Congresso Ces. 90 organizzazioni di 39 paesi riuniti a Parigi. Hollande e Juncker insistono sulla “solidarietà”. Susanna Camusso difende un piano europeo per il lavoro dei giovani, che rifiuti il dumping sociale e i contratti al ribasso. Un Manifesto per una “crescita durevole e di piena occupazione”. Luca Visentini dovrebbe essere il prossimo segretario della Confederazione europea dei sindacati

PARIGI. L’Europa sociale, come un’araba fenice, sta­rebbe risor­gendo dalle sue ceneri, in seguito alle deva­sta­zioni della grave crisi che scuote la Ue dal 2008? Il dramma dei rifu­giati, che ha rive­lato l’estensione degli egoi­smi euro­pei e la man­canza di soli­da­rietà, puo’ essere all’origine di una svolta? Qual­che segno di vita di una poli­tica sociale euro­pea, rele­gata da sem­pre in una serie di rac­co­man­da­zioni che poi gli stati della Ue pos­sono tran­quil­la­mente igno­rare, a dif­fe­renza di quanto suc­ceda per il Fiscal Com­pact, è venuto dal Con­gresso della Con­fe­de­ra­zione euro­pea dei sin­da­cati (Ces), che si tiene a Parigi fino a venerdi’. La pre­si­denza seme­strale lus­sem­bur­ghese del Con­si­glio Ue si vanta di averla resu­sci­tata, il pre­si­dente della Com­mis­sione, Jean-Claude Junc­ker, ammette che “biso­gna com­ple­tare la dimen­sione sociale euro­pea”, anche come arma con­tro i popu­li­smi, e pro­mette, per la pros­sima pri­ma­vera, che una base di diritti sociali minimi nella Ue sarà pre­sen­tata da Bru­xel­les. La Ces, grosso orga­ni­smo che riu­ni­sce 90 orga­niz­za­zioni di 39 paesi, che ine­vi­ta­bil­mente fun­ziona per com­pro­messi, cerca la strada per con­tare di più e per farsi sen­tire anche nelle isti­tu­zioni euro­pee. Sarà il com­pito della nuova segre­te­ria gene­rale, alla cui testa dovrebbe venire eletto l’italiano Luca Visen­tini (Uil). Al Con­gresso di Parigi, il 13esimo della Ces, verrà adot­tato un Mani­fe­sto che pro­pone di col­le­gare “posti di lavoro di qua­lità” a una cre­scita soste­ni­bile, rispet­tosa dell’ambiente. Su que­sto ha insi­stito ieri mat­tina all’apertura del Con­gresso Fra­nçois Hol­lande, in vista della Cop21 di dicem­bre. Il pre­si­dente fran­cese ha anche evo­cato la neces­sità della “soli­da­rietà” verso i rifu­giati, dimen­ti­cata in molti pesi che nel pas­sato ne hanno tratto beneficio.

Alla Ue, la Ces chiede “l’adozione di un pro­to­collo di pro­gresso sociale euro­peo”, che dovrà avere lo stesso peso dei trat­tati euro­pei, “per com­bat­tere il dum­ping sociale e riaf­fer­mare che i diritti fon­da­men­tali pre­val­gono sulle libertà eco­no­mi­che”. Il dum­ping sociale ha oggi un aspetto par­ti­co­lar­mente grave: la situa­zione del lavoro dei gio­vani, col­piti dalla disoc­cu­pa­zione e dal pre­ca­riato, “usati per pesare al ribasso sui salari”, ha sot­to­li­neato Susanna Camusso, segre­ta­ria Cgil, che ha par­te­ci­pato al primo dibat­tito dedi­cato a “qua­lità del lavoro per i gio­vani: al di là della garan­zia gio­vani”, assieme al mini­stro del lavoro lus­sem­bur­ghese, Nico­las Sch­mit e a Goda Neve­rau­skaité, pre­si­dente del Comi­tato gio­vani. Nel mirino c’è la “garan­zia gio­vani”, cioè l’impegno Ue di pro­porre a ogni per­sona che si affac­cia sul mondo del lavoro un’occupazione, una for­ma­zione o uno stage, entro 4 mesi dal diploma. Bru­xel­les ha stan­ziato 6 miliardi per que­sto pro­gramma. Una cifra asso­lu­ta­mente insuf­fi­ciente, l’Oit (Orga­niz­za­zione inter­na­zio­nale del lavoro) ha cal­co­lato che ne sareb­bero neces­sari almeno 21, Camusso ha par­lato di 50. Ma Susanna Camusso ha sot­to­li­neato soprat­tutto la distor­sione di fondo del pro­getto “garan­zia gio­vani”: “non è una costru­zione di posti di lavoro” per­ché, anche se viene appli­cata, “restano pre­cari”, ven­gono loro pro­po­sti “tiro­cini” a ter­mine. Oltre ai 7 milioni di gio­vani Neet (Not in Edu­ca­tion, Employ­ment or Trai­ning) ci sono in Europa milioni di pre­cari, sta­gi­sti, sot­to­pa­gati con poche pro­spet­tive per il futuro. Susanna Camusso pro­pone alla Ue un “piano straor­di­na­rio per il lavoro dei gio­vani”, che sia “uguale a quello degli adulti”, per­ché “biso­gna smet­tere di inviare il mes­sag­gio che si tratta di un lavoro con meno diritti, con minori pos­si­bi­lità di far valere le com­pe­tenze”, una con­di­zione che tocca ormai “gio­vani” fino ai 35 anni di età, in par­ti­co­lare in Ita­lia, uno dei paesi più col­piti dalla disoc­cu­pa­zione gio­va­nile, che è al 40%. Un invito a “recu­pe­rare” la pro­messa di Lisbona – la crea­zione in Europa di una società della cono­scenza – abban­do­nando l’austerità domi­nante. C’è neces­sità di isti­tuire in Europa delle “reti di defi­ni­zione di salari che impe­di­scano il dum­ping giovani-anziani e tra paesi” (si parla da tempo di sala­rio minimo euro­peo, ma non ci sono passi avanti).

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