Usa, indagini allargate Nel mirino venti modelli di altri cinque produttori

Usa, indagini allargate Nel mirino venti modelli di altri cinque produttori

ROMA. L’Epa, l’ente di controllo americano che ha smascherato il trucco di Volkswagen, ha deciso di allargare l’indagine. Saranno passati al setaccio i motori diesel di una ventina di modelli di cinque costruttori: Gm, Chrysler, Mercedes, Land Rover e Bmw. Non ci sono al momento contestazioni particolari ma l’allargamento dell’indagine è motivato con la necedssità di fare un’analisi approfondita sulle emissioni. Le autorità americane hanno annunciato l’allargamento dell’indagine con una lettera ai costruttori. I test saranno effettuati su auto usate, in prevalenza prese dalle società di autonoleggio ma anche da privati ai quali l’Epa fornirà vetture sostitutive per il tempo necessario alle analisi, circa un mese. Solo per i modelli che dovessero far nascere particolari sospetti si prevedono richiami.
La mossa della autorità americane avviene nel giorno in cui anche in Europa (Francia, Svizzera e Italia) le autorità si stanno muovendo per individuare eventuali altre frodi. Ieri la Mercedes ha fatto sapere che è “favorevole all’introduzione di nuovi test che siano più vicini alle condizioni standard di utilizzo dei veicoli”, in sostanza i test che compendono anche un ciclo di prova su strada. Mercedes ha detto di collaborare sia con le autorità Usa che con quelle europee.
I tempi della nuova indagine Usa dovrebbero essere relativamente celeri. Gli obiettivi sono due: verificare qual è la distanza, che sempre esiste, tra i consumi su strada e quelli rilevati in laboratorio e capire se altri costruttori oltre alla casa di Wolfsburg hanno barato manomettendo le centraline elettroniche in modo da ridurre le emissioni in occasione dei test. Fino ad oggi tutti i costruttori concorrenti di Volkswagen hanno negato nel modo più deciso di aver mai dopato i controlli come invece ha ammesso di fare la principale casa tedesca. E ieri, proprio da Bruxelles, è arrivata la rassicurazione sul fatto che non risultano altri costruttori implicati nella truffa.
Il caso Volkswagen continua ad agitare i responsabili economici di Berlino. Ieri il presidnte della Bundesbank, Jens Wiedemann, ha detto che lo scandalo “potrebbe avere conseguenza imprevedibili” e che “bisogna correre rapidamente ai ripari per evitare ulteriori danni al Made in Germany”. La casa di Wolfsburg ha cominciato a mettere in rete i numeri di telaio dei motori incriminati. Nella tempesta c’è da segnalare l’iniziativa di Fca che dal 2 al 31 ottobre offre condizioni particolari di permuta a chi consegna un’auto del gruppo Volkswagen per acquistarne una del Lingotto.


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