family day

Gamba tesa dei vescovi

Unioni civili. La Cei in difesa dell’«unicità» della famiglia tradizionale. Oggi il Family Day: «Via il ddl Cirinnà»

Leo Lancari, il manifesto • 30/1/2016 • Copertina, Libertà & Nuovi diritti • 694 Viste

Alla vigilia del Family Day scendono in campo i vescovi. E lo fanno con un intervento a gamba tesa ribadendo quella che definiscono «l’unicità» della famiglia tradizionale come indicata dalla Costituzione.

Divisa al suo interno sull’atteggiamento da tenere nei confronti del dibattito in corso in Italia sulle unioni civili, la parte più conservatrice della Cei ha quindi deciso di rompere gli indugi e di intervenire direttamente. E così mentre si scaldano i motori per l’avvio della manifestazione di oggi al Circo Massimo, previsto per le 14, arriva un intervento che è un attacco al disegno di legge Cirinnà in discussione al Senato. Le unioni civili sono «un’alternativa alla famiglia», è scritto in un documento del Consiglio permanente della Conferenza episcopale in cui si esprime contrarietà all’«equiparazione in corso tra matrimonio e unioni civili».

Parole che galvanizzano gli organizzatori del Family Day. Come il presidente del comitato «Difendiamo i nostri figli» Massimo Gandolfini, che esulta: «I vescovi sono dalla nostra parte», afferma con entusiasmo. Per i neurochirurgo oggi in piazza ci sarà almeno un milione di persone. «Ci aspettiamo una partecipazione larghissima, con la cavea del Circo Massimo stracolma di mamme, papà, bambini, nonni: saremo il bel volto della famiglia italiana».

Chi manifesta oggi dice di non aver nulla contro le persone omosessuali, di essere anzi favorevole al riconoscimento di diritti civili alle singole persone. In realtà non si accontenterebbero neanche di uno stralcio della stepchild adoption, la possibilità di adottare il figli biologico de partner. «L’obiettivo è il ritiro del ddl Cirinnà in quanto inaccettabile e inemendabile», prosegue infatti Gandolfini.

Le parole dei vescovi non potevano non suscitare reazioni. «Dovrebbero trovare orecchie sensibili non solo in chi si riconosce nei principi del cristianesimo, ma anche da parte di chi laicamente ha a cuore il dettato della costituzione», dice il senatore Gaetano Quagliariello (Idea). Per il presidente di Equality Aurelio Mancuso, invece, i vescovi «vogliono diffondere un odio sociale nella società italiana».

Saranno molti i politici oggi in piazza, soprattutto esponenti del centrodestra. Hanno annunciato la loro presenza i governatori di Liguria e Lombardia, Toti e Maroni (con quest’ultimo che dopo le polemiche per la scritta «Family Day» apparsa sabato scorso sulla facciata del Pirellone si è detto pronto a usare il palazzo della regione per altre iniziative simili). Per il Pd ci sarà invece Giuseppe Fioroni. Il governo, nonostante la partecipazione del ministro dell’Ambiente Galletti al Family Day, si dice sicuro di riuscire ad approvare in tempi stretti il ddl Cirinnà. L’ha confermato ieri il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, ma anche il collega della Giustizia Andrea Orlando: «Ci riusciremo, compresa la stepchild adoption», ha affermato. «Potremo dire che con questo governo, questo parlamento e con una maggioranza così fatta saremo riusciti a realizzare il più significativo salto di qualità in tema di diritti civili dagli anni ’70».

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