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Regeni, fallisce il vertice il governo richiama l’ambasciatore al Cairo

I pm di Roma: non ci hanno portato nulla di utile Sospesa la collaborazione tra inquirenti. Renzi: verità

GIULIANO FOSCHINI, la Repubblica • 9/4/2016 • Copertina, Diritti umani & Discriminazioni, Internazionale • 606 Viste

ROMA Fallimento. Il vertice investigativo tra Italia ed Egitto si è risolto in un nulla di fatto che ha aperto ufficialmente la crisi diplomatica tra i due paesi. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha richiamato per le consultazioni l’ambasciatore italiano al Cairo, Maurizio Massari. Mentre il premier Renzi ha ribadito la posizone dell’Italia: «Abbiamo preso un impegno con la famiglia Regeni, con la memoria di Giulio ma anche con la dignità con ciascuno di noi, che ci saremmo fermati solo davanti alla verità».

IL VERTICE

La crisi è cominciato nel pomeriggio quando il vertice tra la procura di Roma e i colleghi egiziani è terminato ed è stata diramata una nota ufficiale. Che nel certificare «la collaborazione» attraverso «lo scambio di atti d’indagine », e dall’altro la «determinazione» di entrambi i paesi «nell’individuare e assicurare alla giustizia i responsabili di quanto accaduto, chiunque essi siano», dava però atto che gli egiziani non avevano mantenuto le promesse: «In relazione alla richiesta del traffico di celle telefoniche presentata ancora una volta dalla Procura di Roma – scrive infatti Pignatone – l’autorità giudiziaria egiziana ha comunicato che consegnerà i risultati al termine dei loro accertamenti, che sono ancora in corso». Un modo per prendere ancora tempo tanto che «la procura ha insistito perché la consegna avvenga in tempi brevissimi sottolineando l’importanza di tale accertamento da compiersi con le attrezzatura all’avanguardia disponibili in Italia» ha scritto il procuratore Pignatone sottolineando anche che non sono chiare «le circostanze attraverso le quali sono stati rinvenuti i documenti di Giulio Regeni» visto che al momento «non vi sono elementi del coinvolgimento diretto della banda criminale nelle torture e nella morte».

IL RITIRO

Immediata è arrivata la risposta del governo con le dichiarazioni del premier Renzi ma soprattutto con la nota della Farnesina che annunciava il ritiro dell’ambasciatore per le consultazioni. «Vogliamo solo una cosa: la verità su Giulio», ha twittato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, parlando di una decisione «necessaria per valutare con urgenza iniziative più opportune per rilanciare l’impegno volto ad accertare la verità sul barbaro omicidio di Regeni». Massari sarà a Roma nelle prossime ore, si valuteranno le mosse da prendere.

LA REAZIONE

Gli egiziani si sono detti sorpresi della reazione italiana. «Non ne siamo stati ancora informati» ha detto il ministro degli Esteri, mentre fonti del governo facevano sapere che le richieste italiane «stanno rischiando di compromettere notevolmente la cooperazione tra Italia ed Egitto ».

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