Effetto Brexit sulla Spagna vincono i Popolari di Rajoy Podemos non supera il Psoe

Alle seconde politiche in 6 mesi, premiati i partiti tradizionali Iglesias: “Risultati non soddisfacenti”. Incubo ingovernabilità

ALESSANDRO OPPES, la Repubblica • 27/6/2016 • Copertina, Europa, Internazionale • 468 Viste

MADRID Effetto Brexit sul voto spagnolo. A sorpresa, contro le previsioni di tutti i sondaggi, sfuma la speranza di un sorpasso a sinistra coltivata da Podemos in alleanza con i comunisti di Izquierda Unida. I socialisti resistono come seconda forza, evitando una drammatica crisi interna. La vittoria va ai popolari di Mariano Rajoy, che non solo si confermano come primo partito, ma avanzano in modo netto rispetto al magro risultato di sei mesi fa. Premiata la strategia del «voto utile» con la quale il premier aveva impostato una campagna tesa a dimostrare che i suffragi andati a dicembre ai centristi di Ciudadanos erano «sprecati». E infatti il travaso di voti è netto: il Pp guadagna 14 seggi passando da 123 a 137, mentre la formazione di Albert Rivera ne perde 8 (da 40 a 32), pagando probabilmente anche l’accordo siglato nei mesi scorsi con il Psoe per la formazione di un esecutivo che non riuscì a decollare.

Evidente la delusione di Podemos, che non riesce capitalizzare l’accordo elettorale con la sinistra tradizionale di Izquierda Unida: la somma delle due formazioni riunite sotto la sigla di Unidos Podemos mantiene la stessa consistenza parlamentare che avevano i due partiti separatamente (71 seggi in tutto), smentendo in questo modo il calcolo secondo cui l’alleanza avrebbe funzionato da moltiplicatore consentendo di rastrellare un maggior numero di resti nei collegi provinciali più piccoli nelle zone strategiche del paese. Pablo Iglesias a fine serata ha parlato di «risultati non soddisfacenti».

I socialisti di Pedro Sánchez sono in lieve flessione (da 90 a 85 seggi), ma possono tirare un profondo sospiro di sollievo. Il temuto sorpasso a sinistra, sbandierato per settimane come cosa fatta da Iglesias, che anzi si diceva convinto di poter dare l’assalto persino alla prima posizione del Pp, si è rivelato come un rischio inesistente. La poltrona da segretario generale di Sánchez non sembra in bilico, anche se regna la massima incertezza sulle possibile formule di governo.

In teoria dovrebbe essere avvantaggiata la prospettiva di una coalizione di centro-destra (169 seggi, se si sommano Pp e Ciudadanos, non lontani dalla maggioranza parlamentare di 176 deputati). Più indietro, a 156 seggi, la somma tra Psoe e Unidos Podemos. Ma il rischio, ancora una volta, è quello dell’ingovernabilità. Il partito di Rivera ha impostato la campagna sul rifiuto di un’alleanza con Rajoy. Dovrebbe esigere al Pp un candidato alternativo per concedere la fiducia. E la sinistra, per poter governare, dovrebbe fare appello ai nazionalisti catalani e baschi. Una prospettiva che nel Psoe genera diffidenza.

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