La discriminazione di genere inizia fin dall’infanzia: ecco il racconto di ActionAid in 4 vignette

Per sostenere le campagne di Action Aid, il fumettista Daniele Bonomo, in art Gud, ha disegnato quattro vignette partendo dai grandi diritti negati a chi vive nei Paesi più poveri del mondo: acqua, cibo, istruzione, salute

ActionAid • 25/7/2016 • Copertina, Globalizzazione,sviluppo, multinazionali • 2790 Viste

Cibo, acqua, scuola, salute: i pilastri della società civile sono, in alcuni casi, danneggiati da guerre, carestie, contesti culturali degradati e la loro instabilità mette in pericolo il futuro di molte comunità in tutto il mondo. Lo sgretolamento di tali beni primari colpisce soprattutto i bambini che vedono negati loro i diritti più essenziali come avere un pasto assicurato ogni giorno, disporre di servizi igienici funzionanti, andare a scuola e affrontare con serenità malattie infettive per noi banali come il morbillo.

Sebbene molte cose siano cambiate in meglio con l’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals, MDG), l’Africa subsahariana conserva ancora il triste primato di paese con i problemi maggiori. In contesti già così difficili, essere una bambina sembra essere ancora più complicato.

A raccontarcelo è ActionAid che con una serie di vignette realizzate da Gud (nome d’arte dell’illustratore Daniele Bonomo), rappresenta le difficoltà quotidiane della piccola Bizunesh.

scuola-AA

 

Il personaggio di Bizunesh, che in queste tavole rappresenta una protagonista di fantasia, è in realtà ispirato a una storia reale, quella di una bambina africana del villaggio di Wartu-Sefera che ogni giorno era costretta a fare molti km a piedi per andare a prendere l’acqua per la propria famiglia. Attraverso l’intervento della Onlus, ora Bizunesh ha accesso a un pozzo vicino casa e non è più costretta a saltare la scuola (qui la storia).

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In Africa sono proprio le bambine ad essere incaricate delle mansioni domestiche, tra cui appunto recuperare l’acqua, facendo dei percorsi spesso non sicuri per loro. Anche l’accesso all’istruzione si fa più complicato per loro: le famiglie che hanno più figli preferiscono mandare a scuola solo i figli maschi.

Per non gravare troppo sull’economia familiare le bambine spesso vengono costrette a matrimoni precoci. Secondo un rapporto di Aidos, sarebbero infatti 20.000 le ragazzine al di sotto dei 18 anni che diventano madri nei Paesi dei sud del mondo. Le giovani sotto i 15 anni che partoriscono ogni anno sono 2 milioni su un totale di 7,3 milioni di madri adolescenti; se questo trend proseguirà, si prevede che il numero di madri al di sotto dei 15 anni salirà a 3 milioni nel 2030.

Fonte: http://adozioneadistanza.actionaid.it/

 

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