Sisma. La Finanza negli uffici della Regione

L’inchiesta. Sequestrati i documenti relativi ai lavori di messa in sicurezza effettuati ad Amatrice e dintorni negli ultimi anni. Blitz dei militari anche nella sede della Provincia di Rieti e negli uffici delle ditte che avevano vinto gli appalti a Rieti, Torino e Bari

Mario Di Vito, il manifesto • 1/9/2016 • Ambiente, Territorio e Beni comuni • 467 Viste

ASCOLI PICENO  Nella mattinata di ieri gli uomini della guardia di Finanza hanno visitato diversi uffici per acquisire documentazioni relative ai lavori di messa a norma effettuati ad Amatrice e dintorni negli ultimi anni. Blitz nella sede della Regione Lazio, in quella della Provincia di Rieti e negli uffici delle ditte che avevano vinto gli appalti a Rieti, Torino e Bari. Tonnellate di carta, migliaia di pagine che adesso sono in mano all’Anac di Raffaele Cantone e al pool della procura di Rieti coordinato da Giuseppe Saieva, secondo il quale l’inchiesta si trova ancora in una fase preliminare e invoca tutti ad avere pazienza perché la mole di lavoro è enorme.

Dal terremoto del 1997 si stima che la cifra spesa per la messa in sicurezza a Rieti e dintorni sia intorno ai 60 milioni di euro. Una cifra importante, distribuita ai vari Comuni in base alle segnalazioni che facevano i tecnici. Dopo il terremoto del 2009, tra l’altro, soltanto ad Amatrice sono stati dirottati finanziamenti per lavori antisismici superiori al milione di euro. L’accordo di programma stilato da Comune e Provincia prevedeva 800mila euro per l’istituto Alberghiero (rimasto in piedi dopo il sisma), 300mila euro per la caserma dei carabinieri, 200mila euro per la scuola Capranica e 80mila euro per altri interventi minori.

In un dossier di otto pagine trasmesso dai carabinieri all’Anac, poi, si sostiene che i lavori realizzati «a tempo di record» tra il 2011 e il 2012 (durante la giunta di Renata Polverini in Regione) alla scuola «Romolo Capranica» fossero irregolari. Si trattò di due differenti appalti, entrambi vinti dal Consorzio Stabile Valori per un totale di 700mila euro. Nel 2011 i lavori non riguardarono aspetti sismici, mentre nel 2012 fu effettuato il famoso miglioramento.

Quello che desta interesse tra gli investigatori, oltre agli aspetti tecnici che sono ancora tutti da valutare, è il fatto che il Comune di Amatrice proclamò ai quattro venti che, dopo questi interventi, la scuola finalmente era antisismica: «un lavoro sontuoso» come da enfatico cartello che ancora campeggia nei pressi della scuola. Il sindaco Sergio Pirozzi, dopo aver annunciato che il Comune si costituirà parte civile all’eventuale processo, ha provveduto a nominare due avvocati che come prima cosa hanno chiesto un incidente probatorio sui resti dell’istituto comprensivo. «Sono un sindaco e un padre di famiglia – ha detto Pirozzi –. Come sindaco non ho la coscienza a posto, di più».

Giusto ieri mattina, tra l’altro, Gianfranco Truffarelli, proprietario della ditta Ediqualità che nel 2012 si occupò dei cantieri alla scuola Capranica di Amatrice (le cui macerie sono state sequestrate per motivi cautelativi dalla Forestale), ha consegnato in procura una memoria: decine di pagine per spiegare nel dettaglio che quelli da lui eseguiti non furono lavori di adeguamento sismico, ma di miglioramento, cioè nessuno aveva chiesto di adeguare la struttura alle più recenti normative in materia di sicurezza, ma semplicemente si è provveduto a puntellare la situazione nei suoi punti più critici. Un lifting, non un intervento strutturale.

La procura di Ascoli, dal canto suo, ieri mattina ha acquisito diverse informative dai carabinieri, mandati nei giorni scorsi dal pm Umberto Monti a raccogliere elementi utili all’inchiesta sui luoghi del disastro. Fari puntati su quattro elementi in particolare: il municipio, l’ufficio postale e la scuola di Arquata del Tronto, e l’ospedale di Amandola. Proprio su questa struttura ci sono le perplessità maggiori: a venire giù, infatti, è stata la parte più nuova (inaugurata negli anni ’70 e recentemente trasformata in Rsa), mentre quella vecchia è rimasta in piedi, seppur pericolante. All’attenzione degli investigatori anche il fatto che il collaudo sia avvenuto nel 2012, quindi in epoca estremamente recente.

Nessun reato è stato ancora ipotizzato, ma a breve si procederà per disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Nessun indagato, è ancora presto, ma amministratori, tecnici e titolari delle ditte si stanno dando un gran da fare per prepararsi a un momento che appare inevitabile. Quello degli avvisi di garanzia.

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