Monte dei Paschi: corsa contro il tempo per convertire i bond

Monte dei Paschi: corsa contro il tempo per convertire i bond

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Il piano bis di Montepaschi per salvarsi con capitali totalmente privati entro fine anno è ufficialmente partito. Ieri sera il board presieduto da Alessandro Falciai ha approvato le modifiche alla ricapitalizzazione proposte da JPMorgan e Mediobanca per recuperare 5 miliardi sul mercato.

Si riapre così la conversione dei bond subordinati e parte un «book building» da parte della banche presso gli investitori che avevano mostrato interesse. Ma non si tratterà di un consorzio di garanzia (underwriting): le banche si impegnano solo al «best effort», cioè a fare quanto di meglio. Ma non prenderanno azioni Mps. Il nuovo accordo con le banche è in fase di negoziazione, così come i contratti tra i senior lender e Quaestio sul prestito ponte per la cessione, con cartolarizzazione, dei 28 miliardi di sofferenze, che è l’altra gamba del salvataggio.

Questa mattina, la prova dei mercati. Un piano che le banche proveranno a portare a termine a tutti i costi, cercando di evitare l’alternativa più dolorosa: il bail-in con sacrificio di tutti i possessori di obbligazioni. «Il problema fondamentale è intervenire in modo da garantire i risparmiatori e non avere contraccolpi nell’economia», ha detto ieri il ministro della Giustizia uscente, Andrea Orlando, a «L’Intervista» di Maria Latella su SkyTg24, «una nazionalizzazione non ci potrà essere perché non è prescritta nelle regole europee».

L’operazione-bis viene comunque vista con fiducia dall’istituto guidato dall’amministratore delegato Marco Morelli. Gioca a favore anche l’incarico per formare il nuovo governo a Paolo Gentiloni: la svolta politica potrebbe anche riportare al tavolo il fondo sovrano del Qatar, che confermerebbe il suo impegno da 1 miliardo.

Ora la parola passa ai 40 mila piccoli risparmiatori che possiedono bond subordinati per 2,1 miliardi. La banca proporrà di nuovo di convertirli in azioni. A fine novembre lo scambio era già stato proposto a tutti i possessori dei 4,3 miliardi di euro di obbligazioni, ottenendo 1 miliardo dai fondi istituzionali. Quasi tutti i piccoli risparmiatori invece non avevano aderito per la modalità «bloccante» dell’offerta, scelta da Mps per evitare conflitti di interesse (secondo la direttiva Ue sul risparmio, la Mifid). Siena rinuncerà a questo limite offrendo un concambio più vantaggioso di quello cui i risparmiatori sarebbero soggetti con il salvataggio di Stato.

Le attese della banca sono per un’adesione degli obbligazionisti per 1,5 miliardi. Si avrebbero dunque virtualmente già sul tavolo 3,5 miliardi, e per arrivare ai 5 necessari le banche vareranno un collocamento privato di titoli per 1,5 miliardi presso investitori istituzionali. Ci sarà insomma una corsa contro il tempo per chiudere già entro Natale.

Da Consob potrebbe arrivare un via libera in tempi stretti. Questo pomeriggio invece, secondo indiscrezioni, potrebbe arrivare il «no» ufficiale della Bce alla richiesta di Mps di prorogare i tempi dell’aumento.

Fabrizio Massaro



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