Arrivi di migranti nello Ionio. A Bari cittadini e sindaco donano abiti e cibo

Arrivi di migranti nello Ionio. A Bari cittadini e sindaco donano abiti e cibo

Il presidente dell’Anci Antonio De Caro dona pannolini e succhi di frutta sul molo insieme alla popolazione barese. Centri di accoglienza pieni invece a Corigliano Calabro

BARI. Sono sbarcati alle 9 di mattina alla banchina 31 del porto di Bari i 644 migranti originari dell’Africa sub-sahariana salvati nel canale di Sicilia, a bordo della nave Echo della Marina britannica che ha risalito l’Adriatico per tutta la scorsa notte.

Negli stessi istanti, un po’ più a sud nel mar Ionio, nel porto di Corigliano Calabro, approdava la nave militare tedesca Rhein con a bordo altri 923 migranti.

Ad accogliere i 644 migranti sulla banchina barese un’imponente macchina organizzativa messa in piedi dalla Prefettura e dal Comune, insieme a forze dell’ordine, Asl, Croce Rossa e a un esercito instancabile di volontari di varie associazioni laiche e religiose, con le classiche tende per il primo soccorso e le prime fasi di identificazione attraverso la pratica del fotosegnalamento.

«Abbiamo messo a punto la macchina organizzativa per essere pronti» ha detto il prefetto di Bari, Marialisa Magno, spiegando che i migranti «saranno trasferiti in diversi centri in Italia. A bordo c’erano persone bisognose di cure, oltre a donne incinte e tantissimi minori».

È stata proprio la presenza di un gran numero di minori ad aver sorpreso e nello stesso tempo allarmato i soccorritori. Motivo per il quale il Comune di Bari, ha allestito nell’androne di Palazzo di Città un punto di raccolta di abiti, scarpe e cibi in scatola, dopo aver lanciato nel corso della giornata diversi appelli alla cittadinanza, che ha risposto in maniera massiccia e solidale, per donare indumenti, anche da neonato. Oltre venti i piccolissimi sbarcati, tutti in braccio alle loro mamme, di età compresa fra zero e tre anni.

A portare sul molo pannolini e succhi di frutta anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro. Due donne con neonati sono invece state ricoverate in ospedale così come altre 4 in stato di gravidanza.

Per fortuna durante le operazioni di sbarco dalla nave sono scesi per ore a blocchi di 50 e non si sono registrate situazioni di particolare emergenza sanitaria.

Tra i migranti subsahariani sbarcati ieri, provenienti prevalentemente da Ghana, Nigeria e Sudan, tantissimi gli adolescenti di un’età compresa tra i 14 e i 17 anni. Il primo a scendere dalla nave era stato invece un uomo con alcune ferite di arma da fuoco risalenti, con molta probabilità, a prima del viaggio.

Durante lo sbarco, la Questura di Bari ha poi avviato delle indagini nei confronti di due cittadini egiziani sospettati di essere gli scafisti del gruppo di migranti. La Polizia ha condotto i due uomini in Questura – anche loro erano a bordo della nave militare britannica – per verificare quanto dichiarato dalle agenzie umanitarie che hanno soccorso in mare i migranti nei giorni scorsi, ovvero che i due egiziani si alternassero alla guida di uno dei barconi intercettati.

Dopo la prima identificazione sul molo del porto, supportati anche dalla presenza di molti mediatori culturali, i migranti sono stati smistati nei vari centri di accoglienza nazionali secondo le indicazioni del Viminale. Ad occuparsi della presenza dei minori non accompagnati saranno invece i servizi sociali che, con il tribunale dei minori, valuteranno i provvedimenti più opportuni.

Stesse scene si sono vissute a Corigliano Calabro, dove dalla nave militare tedesca Rhein sono sbarcati 923 migranti: 595 uomini, 121 donne, delle quali 14 incinte e 203 minori.

Anche in questo caso i migranti erano tutti sub sahariani. Sulla nave sette feriti ma non gravi e dai primi accertamenti sanitari nessuno ha evidenziato patologie gravi.

Ad agire sulla banchina del porto calabrese, come in quel di Bari, coordinati dalla Prefettura di Cosenza, le autorità portuali, le forze dell’ordine e le associazioni di volontariato. Complessa la dislocazione dei tanti minori, visto che nel piccolo comune calabrese tutte le strutture sono già piene. «È davvero una tragedia perché le strutture individuate per l’accoglienza, sono ormai sature», ha dichiarato preoccupato il sindaco di Corigliano Calabro Giuseppe Geraci.

Le operazioni di sbarco, visto l’elevato numero di migranti, termineranno soltanto questa mattina.

FONTE: Gianmario Leone, IL MANIFESTO



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