Oggi i sindacati di base in sciopero generale

Domani manifestazione nazionale a Roma. Usb, Cobas e Unicobas scendono in piazza contro la manovra del governo

Massimo Franchi • 10/11/2017 • Sindacato • 558 Viste

Oggi giornata di sciopero generale per i sindacati di base. Nelle loro varie articolazioni e definizioni – Usb, Cobas e Unicobas – iniziano una due giorni di lotta in vista della manifestazione nazionale di domani pomeriggio a Roma (concentramento ore 14 a piazza Vittorio e corteo fino a piazza Madonna di Loreto). Nell’appello sottoscritto anche da Rifondazione comunista si legge: «Mentre i governanti annunciano trionfanti la ripresa, dilagano i licenziamenti, la precarietà, lo sfruttamento e la povertà. Mentre i governanti ci dicono che non ci sono soldi per le pensioni, la sanità, la scuola, i contratti di lavoro; alle banche, alle multinazionali, ai ricchi vengono donati miliardi e miliardi di danaro pubblico. Mentre i governanti parlano di diritti e libertà, i principali diritti sociali affermati dalla nostra Costituzione vengono stracciati».
Allo sciopero di oggi – che verosimilmente bloccherà il trasporto pubblico con orari diversi in molte città – partecipano anche i Cobas nei comparti scuola, trasporti, la sanità, pubblico impiego e lavoro privato contro le politiche economiche e sociali del governo e la sua finanziaria. Manifestazioni in molte città, a Roma al ministrero dell’Istruzione (ore 9.30) e al Parlamento (ore 11.30).
Nella scuola, «lo sciopero si oppone alle intollerabili proposte governative che prevedono per docenti e personale Ata, dopo 10 anni di blocco contrattuale, un’elemosina di 50 euro mensili, mentre per i presidi un aumento di 500 euro, sancendo così il loro ruolo “padronale” che dà luogo a soprusi continui verso chi non si piega alle logiche aziendalistiche». Sciopero anche «contro l’obbligo assurdo di 400/200 ore di alternanza scuola-lavoro, grottesca forma di addestramento al lavoro gratuito; contro i quiz Invalsi e la chiamata diretta e i “bonus” decisi dai dirigenti per formare una “corte” di succubi; per aumenti che recuperino almeno il 20% di salario  perso nell’ultimo decennio».
Scioperano oggi anche la Clap (Camere del lavoro autonomo e precario). La Rete “La Salute non si appalta” sarà in presidio sotto il Ministero della Salute (a Trastevere a Roma) a partire dalle ore 9 per chiedere lo stop alle esternalizzazioni nel sistema sanitario nazionale.

FONTE: Massimo Franchi, IL MANIFESTO

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