Legge di bilancio: emendamenti col contagocce, Sì all’Ape social

Manovra. Ritardati al weekend i voti sui contratti e i licenziamenti, approvata l’estensione dell’anticipo pensionistico per il

Massimo Franchi • 15/12/2017 • Lavoro, economia & finanza • 374 Viste

Il passaggio sarebbe ancora transitorio, ma gli emendamenti approvati in commissione Bilancio difficilmente non faranno parte del testo su cui il governo metterà la fiducia sulla legge di bilancio – testo che poi verrà approvato definitivamente in terza lettura al Senato. Ecco perché c’era grande attesa per vedere quali sarebbero passati ieri. Un’attesa che si prolungherà fino a domenica quando si discuterà del tema più delicato per il governo: gli emendamenti sull’aumento delle indennità in caso di licenziamento – proposto da Cesare Damiano (Pd) e «segnalato» dal capogruppo Rosato ma su cui il governo ha dato parere negativo – e quello sulla riduzione della durata massima del contratto a tempo determinato da 36 a 24 mesi (chiesto da Chiara Gribaudo, Pd) ma con buona parte dello stesso partito che chiede altre modifiche – la riduzione da 5 a 3 del numero dei rinnovi.
La lunga giornata in commissione Bilancio si è comunque conclusa con l’approvazione di molte misure. Le principali sono l’ampliamento della platea dell’Ape social e il pacchetto a favore degli enti locali, tra cui la misura «Salva Napoli» per evitare il dissesto del Comune partenopeo: due emendamenti permettono infatti ai Comuni in difficoltà finanziaria di riscrivere i propri piani di riequilibrio spalmandoli non più su 10 anni ma fino ad un massimo di 20.
Sull’Ape social e i precoci invece si tratta della seconda tranche dell’applicazione della trattativa fra governo e sindacati. Dal 2018 a chiedere l’Anticipo pensionistico gratuito potranno essere anche le 4 categorie in più di lavoratori gravosi, gli stessi per cui, oltre alle altre 11 categorie già comprese, non scatterà dal 2019 l’aumento dell’età pensionabile a 67 anni. Positivo il giudizio di Cisl e Uil, articolato quello della Cgil. «Accogliamo con favore alcune novità introdotte dal governo da noi sollecitate con forza sia con la mobilitazione che durante gli incontri con i gruppi parlamentari, ma permangono forti criticità – commenta il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli – . La Cgil giudica positivamente che, sia per l’Ape sociale che per i precoci, in aggiunta al requisito contributivo dei 6 anni sugli ultimi 7 di lavoro, si preveda un allargamento ai 7 anni su 10. Altre, invece, non sono state recepite, come quella dell’abbassamento della soglia di contribuzione necessaria per accedere ai lavori gravosi, da 36 anni a 30 anni di contribuzione, e l’allargamento della platea per tutti coloro che hanno perso il lavoro e sono attualmente disoccupati», sottolinea Ghiselli.
Domani il relatore della manovra Francesco Boccia (Pd) ha annunciato un nuovo pacchetto di emendamenti tra cui la revisione della web tax introdotta in Senato ed altre norme sul digitale.

FONTE: Massimo Franchi, IL MANIFESTO

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