Porti chiusi all’Ue, la ministra alla Difesa Trenta blocca Salvini

Porti chiusi all’Ue, la ministra alla Difesa Trenta blocca Salvini

Loading

 Ministra Trenta sconfessa Salvini: non è sua competenza. Il leghista: “Vedrò Putin alla finale dei Mondiali”

Questi 106 proprio non ci volevano. Non adesso che, cacciate le Ong, erano giorni che in Italia non sbarcava più quasi nessuno. E invece il pattugliatore irlandese Samuel Beckett della flotta di Eunavformed, ha pensato bene di rispondere ad una richiesta della sala operativa de La Valletta, di salvare i migranti che stavano su un gommone in zona Sar maltese e, come prevedono le regole d’ingaggio dell’operazione Sophia, di venirli a sbarcare a Messina quando l’Italia nulla aveva a che fare con quel salvataggio.

Andatagli di traverso la domenica di buon mattino, costretto a concedere il porto, Salvini ha aperto un altro fronte di guerra: « Dopo aver fermato le navi delle Ong, giovedì porterò al tavolo europeo di Innsbruck la richiesta italiana di bloccare l’arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo » . Il ministro dell’Interno preannuncia una riunione per oggi con il premier Conte e scatena l’irritazione della collega della Difesa Elisabetta Trenta, costretta a sera a far sottolineare dal suo ministero che la competenza non è del Viminale: « Eunavformed è una missione europea ai livelli Esteri e Difesa, non Interni. Quel che vanno cambiate sono le regole di ingaggio della missione e occorre farlo nelle sede competenti, non a Innsbruck. L’azione deve essere coordinata a livello governativo, altrimenti l’Italia non ottiene nulla oltre a qualche titolo sui giornali, fermo restando che la guida italiana (di Eunavformed) per noi è motivo di orgoglio».

Se ne parlerà oggi al Quirinale dove Salvini verrà ricevuto da Mattarella per affrontare la posizione italiana sulla questione migranti alla vigilia della riunione dei ministri dell’Interno della Ue. Ed è di ieri sera anche l’ipotesi di un incontro tra Salvini e Putin a Mosca: “Conto di vederlo – ha spiegato il vicepremier – alla finale del Mondiale”. L’incontro di giovedi a Innsbruck invece non sembra certo il terreno più favorevole per la richiesta italiana che punta a rinegoziare quello che il ministro dei Trasporti Toninelli definisce il « folle accordo europeo Sophia con cui Renzi ha svenduto gli interessi dell’Italia».

Già l’anno scorso l’allora ministro dell’Interno Marco Minniti aveva chiesto la modifica delle regole d’ingaggio delle missioni internazionali con l’apertura degli altri porti europei alle navi militari almeno in caso di “ flussi massicci” ma l’unica parziale (e peraltro inattuata) modifica che riuscì ad ottenere fu che le navi della nuova operazione Themis sbarcassero i migranti non per forza in Italia ma nel porto più vicino al punto del soccorso, un accordo sempre contestato da Malta. Ad alzare i muri furono proprio i Paesi del blocco di Visegrad ai quali ora Salvini strizza l’occhio e che, di certo, non gli faranno da spalla nella sua richiesta di rinegoziazione degli accordi vigenti. E che, di fatto, giovedì hanno subito risolto il braccio di ferro virtuale con Malta. Pur avendo coordinato il soccorso avvenuto nella sua zona Sar e pur essendo il porto sicuro più vicino, le autorità de La Valletta si sono guardate bene dall’aprire il loro porto alla nave militare e hanno girato la richiesta a Roma che si è vista costretta ad indicare il porto sicuro.

Fonte: Alessandra Ziniti, LA REPUBBLICA



Related Articles

Africa di guerre e migrazioni. La storia di Solomon, arrivato a Niamey

Loading

Partito dalla nativa Liberia, pensando di trovare un futuro nel Sudan, ha traversato Costa d’Avorio, Ghana, Togo, Benin, Nigeria, Camerun e il Ciad. Si ritrova a Niamey col passaporto scaduto, la borsa piena di nulla

Dopo MSF anche l’Onu: «L’accordo Ue-Libia viola i diritti umani dei migranti»

Loading

Migranti. Dopo la denuncia di Msf, critiche alla politica italiana in Libia anche dalle Nazioni unite

L’esercito di Erdogan pronto ad entrare in Siria

Loading

Turchia. Dopo aver tuonato contro la potenziale nascita di uno Stato kurdo al confine, il presidente avrebbe ordinato la creazione di una zona cuscinetto dentro il territorio siriano. Non per combattere l’Isis, ma per cancellare il confederalismo democratico di Rojava

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment