no borders

Solidarietà con i migranti. Storie di ordinaria umanità

Cinque esistenze normali. Cinque tra i molti che negli ultimi anni hanno deciso di aiutare migranti in difficoltà sapendo di incorrere in misure repressive. Cinque esempi di coraggio

il manifesto • 10/4/2019 • Buone pratiche e Buone notizie, Immigrati & Rifugiati • 234 Viste

NIZZA, FRANCIA
Cédric Herrou, contadino solidale

 

Nella valle della Roia, tra le alture che segnano il confine italo-francese, un agricoltore di 37 anni, forniva supporto e riparo ai migranti che cercavano di raggiungere la Francia. Li aiutava a giungere sul suolo francese offrendo dei passaggi da Ventimiglia col suo furgone. Le sue azioni gli sono costate un processo, tre fermi, 128 ore di carcere e una multa da 3000 euro. Ha rivendicato le sue gesta diventando un simbolo internazionale di solidarietà. Nel 2018 il Consiglio costituzionale francese ha scagionato l’uomo da tutte le accuse perché avrebbe agito secondo il «principio di fratellanza».

TANGERI, MAROCCO
Helena Maleno, giornalista ribelle

Da 14 anni vive in Marocco e segnala alle autorità marittime di Spagna, Marocco e Algeria i casi di naufragio in mare. La sua attività di monitoraggio ha salvato centinaia di vite e le è valsa l’attribuzione di diversi premi internazionali. Per aver raccontato come giornalista i crimini degli scafisti e gli abusi delle autorità marittime la donna è stata soggetta a numerose intimidazioni. Nel 2017, in seguito a un’indagine dell’UCRIF, unità di confine della polizia spagnola, è stata incriminata dal tribunale di Tangeri con l’accusa di aver collaborato con i trafficanti di esseri umani. A marzo 2019 il suo processo è stato archiviato per mancanza di prove.

VENTIMIGLIA, ITALIA
Félix Croft, «passeur citoyen»

Fermato e arrestato dai carabinieri nei pressi della frontiera italo-francese di Ventimiglia il 22 luglio 2016. Stava dando un passaggio a una famiglia di sudanesi che da giorni era accampata in attesa di superare il confine ma non aveva soldi per pagare un passeur. Croft all’epoca aveva 28 anni, aveva partecipato al movimento Nuit debout in Francia e poi aiutato i presidi No Border a Ventimiglia. Quando i carabinieri gli hanno chiesto se sapeva di commettere un reato ha risposto: «sì», senza paura. Il 27 aprile 2017 il tribunale di Imperia lo ha assolto da tutte le accuse.

LA-CHAUX-DE-FONDS, SVIZZERA
Norbert Valley, il pastore evangelico

«Sono pronto ad andare in prigione», ha dichiarato mentre si avvicinava il processo. Il pastore era accusato di aver infranto l’articolo 116 della legge svizzera sugli stranieri che vieta di facilitare il soggiorno alle persone illegalmente presenti sul territorio dello stato. Valley aveva ripetutamente offerto vitto e alloggio a un migrante del Togo che aveva ricevuto un diniego alla richiesta d’asilo. L’udienza del 25 ottobre scorso è stata rinviata e le autorità di Neuchâtel hanno rinunciato a perseguire l’uomo. Intorno al suo caso erano state raccolte migliaia di firme e si erano mobilitate decine di persone.

LESBO, GRECIA
Sara Mardini, eroica nuotatrice

Nella traversata tra le coste turche e quelle greche l’imbarcazione su cui viaggiava è naufragata. Insieme alla sorella ha salvato 18 persone che non sapevano nuotare. Era l’estate del 2016 e la ragazza siriana si trovava nelle acque di Lesbo. Due anni più tardi è stata arrestata sulla stessa isola accusata di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, appartenenza a un’organizzazione dedita al traffico di esseri umani e spionaggio insieme a Séan Binder e Nassos Karakitsos, dell’organizzazione di soccorso in mare Ecri. Dopo 3 mesi di carcere preventivo è stata rilasciata. Il processo non è ancora fissato.

* Fonte: IL MANIFESTO

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