Razzismo. «Maledetta ladra», Salvini scatena il linciaggio social contro una donna rom

Una donna arrestata mentre rubava un portafogli: il ministro inveisce su Facebook

Marina Della Croce * • 20/6/2019 • Osservatorio razzismo & discriminazioni, Politica & Istituzioni • 137 Viste

A scatenare la feccia dei social non avrebbe potuto esserci soggetto migliore: una donna rom incinta e madre di 15 figli arrestata a Roma dai carabinieri mentre a bordo di un autobus tentava di derubare una turista cinese del suo portafogli. E come se non bastasse anche recidiva, visto che «madame furto», come è stata ribattezzata la donna di 38 anni con origine bosniache, ha all’attivo più di 50 furti e 43 condanne collezionate negli anni.

Quello che sorprende (ma solo fino a un certo punto) è che a dare il via alla marea di insulti e volgarità che in un attimo ha sommerso la donna non è stato Napalm51, l’hater per eccellenza del web inventato da Maurizio Crozza, bensì Matteo Salvini. «Questa maledetta ladra in carcere per trent’anni, messa in condizione di non avere più figli, e i suoi poveri bimbi dai in adozione a famiglie perbene. Punto», ha scritto il ministro degli Interni a commento su Facebook a un articolo che dava conto dell’arresto della donna. Parole che per molti rappresentano il via libera per un linciaggio virtuale. A scatenarsi dietro il leghista sono in più di tremila, la maggior parte dei quali infuriati e lasciati liberi di sfogarsi dai gestori della pagina. I più gentili propongono di mettere la donna «su un barcone in mezzo all’Oceano per meditare… con biglietto di sola andata», ma sono pochi. I più preferiscono passare direttamente alle vie di fatto, chi proponendo di sterilizzare la donna «come facciamo con gli animali», chi di chiuderle «le tube» e chi, invece, preferirebbe renderla «invalida», magari con «una martellata sulle mani e una in faccia». Per finire con chi chiede invece di mettere fine alla carriera della scippatrice con «una pallottola in fronte».

Ma c’è anche chi prova a contrastare l’ondata di volgarità e minacce. Come quelli che ricordano a Salvini come, mentre se la prende con i rom, non ha mai detto dove sono finiti i 49 milioni di contributi elettorali truffati dalla Lega. «Pensa a quanti politici rubano da anni, la gamma delle ruberie come ben sai è molto vasta, non sono incinti e sono ancora in giro», scrive ad esempio Algio. «Propongo di concederle 80 anni per permetterle di restituire il bottino», intervenire invece Chiara G. ricordando le facilitazioni ottenute dal Carroccio sempre a proposito dei famosi 49 milioni. E Francesco B. : «A buttare fango sei molto bravo, guarda in casa tua, c’è peggio». «Ho letto bene? Stiamo davvero parlando di sterilizzazione obbligatoria? Che Paese siamo diventati», si chiede Marco I.

A dir poco stupito per le espressioni utilizzate da Salvini è Santino Spinelli, musicista e docente universitario rom. «Il linguaggio adottato dal ministro è può confacente a un regime dittatoriale che a un sistema democratico dove vige lo stato di diritto», dice. «E’ terribile ascoltare queste parole, poiché la sterilizzazione veniva praticata dai nazisti. Un conto è punire chi commette un reato secondo il codice penale, ben altro conto è aggiungere un surplus di pena solo perché si tratta di una persona rom. Quindici anni fa – conclude Spinelli – queste dichiarazioni avrebbero comportato la rimozione immediata dall’incarico. Oggi si sta creando un clima pericolosissimo e questa deriva va fermata in tempo. Perché le istituzioni nazionali e internazionali non intervengono? Il silenzio è convivenza». Duri anche i commenti che arrivano dal Pd: «La giustizia non è barbarie», afferma il deputato Emanuele Fiano. «Condannare, applicare le pene senza sconti, prevenire e reprimere il crimine non possono voler dire, in democrazia. oltrepassare il limite della civiltà, come fa Salvini prevedendo la sterilizzazione di questa persona».

* Fonte: Marina Della Croce, IL MANIFESTO

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