Stati uniti. Altri 911 bambini migranti separati dai genitori da giugno

In un solo mese quasi mille casi dopo la sentenza della corte che chiedeva di ridurli. Le separazioni familiari iniziate nella primavera del 2018: è la politica della «tolleranza zero» di Trump

Marina Catucci * • 1/8/2019 • Bambini & Giovani, Immigrati & Rifugiati, Internazionale • 144 Viste

L’American Civil Liberties Union (Aclu) ha dichiarato che oltre 900 bambini migranti, di cui molti sotto i cinque anni, sono stati separati dalle loro famiglie al confine tra Stati uniti e Messico da quando, lo scorso giugno, un giudice aveva ordinato di ridurre drasticamente la pratica voluta dall’amministrazione Trump.

Ma le separazioni delle famiglie negli ultimi mesi invece che diminuire sono state imposte con frequenza ancora maggiore, in molti casi «giustificate» da reati relativamente lievi nel passato dei genitori, come il taccheggio o l’aver preso una multa. A causa di queste motivazioni pretestuose, Aclu ha chiesto al giudice di chiarire gli standard secondo cui si possono operare tali separazioni.

Quando la sentenza riguardanti le separazioni familiari era stata emessa, il giudice avevo disposto che i bambini sarebbero stati divisi dai loro genitori solo nel caso in cui gli adulti avessero uno storico comprendente reati e comportamenti criminali. Evidentemente, lasciando alla discrezionalità degli agenti la valutazione di quali siano i precedenti penali sufficienti per separare un genitore da un bambino piccolo, la situazione è nuovamente sfuggita di mano.

Il segretario per la sicurezza interna, Kevin McAleenan, proprio questo mese aveva dichiarato durante una testimonianza davanti ai membri del Congresso, che le separazioni erano «rare» e compiute solo «nell’interesse del bambino».

«Questa prassi è attentamente governata, è supervisionata da un agente addetto che presenzia quando vengono prese queste decisioni», ha affermato McAleenan, che ha sostenuto che su 450mila membri di famiglie fermate al confine da ottobre 2018 sono state realizzate meno di mille separazioni di bambini dai loro genitori.

Stando ad Aclu non è così: in un mese sono già 911 i casi di separazione. Non solo: i bambini che sono stati separati dalle loro famiglie nell’ultimo anno hanno trascorso in media 68 giorni nei rifugi; 481 di loro aveva meno di 10 anni al momento della separazione e 185 meno di cinque. Non è un mistero che la scelta di separare le famiglie è stata presa da questa amministrazione come deterrente per limitare gli accessi illegali negli Stati uniti, senza soffermarsi sull’impatto che può avere su bambini di quell’età.

Fino a poco tempo fa, sotto l’amministrazione Obama, le autorità di immigrazione dovevano applicare una politica che prevedeva il rilascio per tutte le donne in gravidanza. Ora, nell’era di Trump, sempre più migranti in gravidanza si trovano ad affrontare una detenzione prolungata.

«L’amministrazione sta ancora attuando la separazione della famiglia con il pretesto di proteggere i bambini dai propri genitori, anche se la storia criminale che portano a pretesto è sbagliata o sorprendentemente minore», ha dichiarato Lee Gelernt del progetto sui diritti degli immigrati di Aclu. «Questo serve solo per aggirare l’ordine della corte».

La prassi delle separazioni familiari è cominciata nella primavera del 2018 nell’ambito della politica di applicazione alle frontiere della «tolleranza zero» dell’amministrazione del presidente Donald Trump, che prevedeva che quasi tutti gli adulti entrati illegalmente nel Paese dovessero affrontare un procedimento penale e tutti i bambini che li accompagnavano venissero sistemati in rifugi o in affido.

Le famiglie migranti spesso finivano separate a centinaia o migliaia di miglia di distanza, per delle settimane o di più, ed il problema delle difficile riunificazioni era, poi, l’epilogo di molte di queste vicende.

Le foto dei bambini rinchiusi nelle gabbie, in lacrime, terrorizzati, avevano fatto il giro del mondo e provocato una protesta internazionale e uno sdegno bipartisan, con tutte le quattro ex first lady viventi che si erano esposte nell’esprimere orrore per questa prassi. Trump aveva emesso un decreto esecutivo il 20 giugno per revocare la pratica e chiedere la detenzione degli adulti, rei di aver attraversato il confine illegalmente, insieme ai propri figli.

Il giudice Sabraw lo stesso mese aveva emesso un ordine per riunificare tutte le famiglie, ma recentemente le separazioni sono riprese, forse in risposta a un gran numero di famiglie di migranti entrate negli Stati uniti in primavera.

* Fonte: Marina Catucci, IL MANIFESTO

photo: Tim Evanson [CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)]

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