Nella bozza del «decreto clima» bonus e incentivi per nuovi stili di vita

Il ministro dell’ambiente Sergio Costa (Cinque Stelle) ha annunciato una bozza di decreto per il consiglio dei ministri di oggi. Un biglietto da visita per il vertice sul clima a New York del 23 settembre

Roberto Ciccarelli * • 19/9/2019 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Stili di vita e di consumo • 199 Viste

“Economia verde”. Tra aiuti al mercato e incentivi agli stili di vita individuali, deboli allusioni a una riforma radicale del sistema capitalistico

Un occhio al mercato dei costruttori di automobili, un altro allo stile di vita individuale ecocompatibile grazie a sconti e incentivi. L’allusione a un intervento sulle produzioni di energie fossili e una sensazione di «lavaggio verde» del capitalismo. È la sintesi di quella che il governo ha chiamato «economia verde» nella bozza del decreto legge sui cambiamenti climatici. Il testo, annunciato ieri dal ministro dell’ambiente Sergio Costa, dovrebbe arrivare oggi sul tavolo del consiglio dei ministri. Sui contenuti ci sono però diverse incertezze: «Se anche venisse stralciato qualche passaggio, perché c’è un profilo costituzionale sul concetto di urgenza, o venisse rimandato di dieci giorni – ha detto Costa – l’importante è che il dibattito si è aperto come uno dei primi atti, se non il primo significativo, di questo nuovo governo».

Perché tanta fretta? La bozza del decreto sembra il biglietto da visita con il quale Costa, il presidente del Consiglio Conte e il ministro degli Esteri Di Maio si presenteranno al «Climate Action Summit» organizzato dall’Onu a New York lunedì prossimo 23 settembre. Costa arriverà due giorni prima perché intende partecipare all’«incontro dei giovani» che presenzierà «a nome dell’Italia». Va considerato che, in quanto primo possibile atto del governo, il provvedimento può servire ai Cinque Stelle a posizionarsi nella competizione che, dopo la formazione della quarta gamba della maggioranza Pd+M5S+LeU con la scissione di «Italia Viva» di Renzi dal Pd, si preannuncia affollata. Soprattutto su un tema come il «Green New Deal» in nome del quale è iniziata una trattativa con la Commissione Ue per ottenere lo scomputo degli «investimenti» sull’economia verde e il digitale dal deficit. L’iniziativa è stata chiamata, in tempi non sospetti, «golden rule» («regola d’oro). Dopo il primo vertice alla Farnesina dei responsabili economici dei Cinque Stelle con Di Maio è stata rinominata anche «Green rule» («regola verde»). Che sia d’oro, o verde, la «regola» potrebbe essere adottata nel corso della nuova legislatura europea. La Commissione di Ursula von der Leyen ha annunciato una riduzione del 50% le emissioni di Co2 entro il 2030 e maxi investimenti «green».

Il testo, composto da 14 articoli, prevede tra l’altro un bonus fiscale da duemila euro per la rottamazione e l’acquisto di automobili fino alla classe Euro 4; uno sconto del 20% sul costo dei saponi, alimenti sfusi e alla spina privi di confezione di plastica; un taglio degli incentivi fiscali alle produzioni dannose per l’ambiente entro il 2040 e le risorse finanzieranno l’«innovazione»; una detrazione da 250 euro per le famiglie che usano scuola bus «verdi»; imboschimento e l’indicazione di una «Città verde d’Italia» ogni anno.

* Fonte: Roberto Ciccarelli, il manifesto

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