Legge di bilancio, il «Green New Deal» può attendere: niente taglio dei sussidi dannosi

Ritirato l’emendamento che limitava il sostegno alle fonti fossili. M5S: «Per evitare fraintendimenti». Lega critica su un presunto taglio sul gasolio agricolo

Roberto Ciccarelli * • 21/11/2019 • Ambiente, Territorio e Beni comuni, Politica & Istituzioni • 166 Viste

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa: «Il decreto non è esaustivo. Effettivamente è vero, ma in una visione di insieme non è un contentino». Se ne riparla tra dicembre e gennaio. Per ora il governo deve cercare una “sintesi” sulle micro-tasse

Il taglio dei sussidi dannosi per l’ambiente è stato rinviato all’approvazione di un «Collegato ambientale» alla legge di bilancio previsto a gennaio. L’istanza era contenuta in un emendamento approvato dalla commissione ambiente del Senato, ma è stato bocciato ieri dall’aula nella discussione sul «decreto clima». Il testo, ritirato dalla relatrice Patty L’Abbate (Cinque Stelle), prevedeva l’avvio di un tavolo presso la presidenza del Consiglio con la partecipazione dei ministeri interessati. Il progetto, già annunciato dal governo nelle ultime settimane, mira a «una progressiva eliminazione» dei sostegni, in particolare nel campo dell’energia, contenuti in una platea di aiuti pari a una ventina di miliardi di euro calcolati dal ministero dell’Ambiente. Il taglio dovrebbe essere pari a 1,8 miliardi di euro. Questa misura è il cuore della strategia annunciata dal Conte Bis contro l’emergenza climatica, insieme ai teorici investimenti sul «Green New Deal», un altro provvedimento che dovrebbe essere approvato a dicembre ma soggetto alle decisioni che dovrebbe prendere la nuova commissione europea Von Der Leyen sullo scorporo degli investimenti «verdi» dal calcolo del deficit.

L’EMENDAMENTO «doveva definire anche l’impegno di eventuali misure compensative per i soggetti economici e i settori oggetto della riduzione graduale dei sussidi – ha spiegato L’Abbate – La decisione è arrivata nonostante non ci fosse mai stato un automatismo tra il programma di eliminazione dei sussidi e le relative polemiche nate sull’eliminazione delle agevolazioni per il gasolio agricolo». L’Abbate si riferisce a un emendamento presentato da Eugenio Comencini di Italia Viva. Per Lega e Forza Italia avrebbe mandato in malora l’agricoltura. Per Comincini, invece, non contiene alcun taglio ma prevede compensazioni in caso di qualsiasi revisione dei sussidi dannosi. L’emendamento, ha aggiunto L’Abbate, è stato ritirato «per evitare fraintendimenti e problemi».

DOPO SETTIMANE di polemiche interne sulle micro-tasse su plastiche, merendine e auto aziendali, il governo ha bisogno di tutto tranne dell’avvio di un conflitto che si annuncia epocale. Tagliare questi sussidi non è esattamente intrattenersi nelle stucchevoli polemiche sfuggite di mano ai partiti di maggioranza, Italia Viva in testa. Le destre non faranno sconti a una maggioranza che si è mostrata debole e divisa su misure che riguardano il «5% della manovra» ha detto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. La scena è solo posticipata per trovare una «sintesi» sulla manovra.

«DA QUASI TUTTI gli interventi in Senato è emerso che il decreto clima non è esaustivo. Effettivamente è vero, come ministro dell’Ambiente non posso dire che non lo sia – ha detto in aula il ministro Sergio Costa – Il decreto clima è un pezzettino di una visione più ampia. In questa visione di insieme non è un contentino, ma un segno di rispetto mio e del governo per chi ha avuto un’idea».

IN ATTESA che l’idea prenda una qualche forma significativa, il decreto clima prevede un tavolo interministeriale presso il ministero dell’Ambiente sull’emergenza climatica, la trasformazione del Cipe in un comitato per lo sviluppo sostenibile (Cipess). Contiene incentivi per una mobilità sostenibile, riforestazione urbana, trasparenza dei dati ambientali, incentivi per la vendita dello sfuso. Il governo ha fatto approvare emendamenti dai nomi coloriti come «Italia Verde» e «Mangia plastica». Il primo vuole favorire progetti sostenibili e l’adesione a programmi europei che attribuiscono il titolo di «Capitale verde d’Italia» ogni anno. Il secondo prevede un fondo per un programma di contenimento della produzione di rifiuti in plastica. Istituite le «Zone economiche ambientali» nei parchi naturali. «Vogliamo aiutare e incentivare le famiglie a prendere mezzi pubblici, a comprare e a vivere in modo diverso. Non vogliamo né obbligare, né vietare alcun comportamento» ha commentato il ministro Costa in un post su Facebook alludendo alle polemiche sulle «micro-tasse» etiche sulla plastica e le bevande zuccherate presentate da alcuni esponenti del governo come un modo per cambiare le abitudini dei consumatori che mangiano merendine.

* Fonte: Roberto Ciccarelli, il manifesto

Articoli correlati

5 per mille

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

« »

Pin It on Pinterest

Share This