Earth Day. La terra è gravemente malata, la quarantena dura da mezzo secolo

La Giornata mondiale della Terra: dai 20 milioni in strada nel 1970 alla maratona virtuale planetaria di oggi imposta dal coronavirus

Marinella Correggia * • 22/4/2020 • Ambiente, Territorio e Beni comuni • 427 Viste

L’esortazione del direttore generale dell’Onu Guterres: cambiare rotta, investire sul verde

«È surreale, come se fosse un pianeta completamente diverso»: così il cosmonauta russo e i due astronauti statunitensi si sono espressi il 17 aprile al loro ritorno a casa dopo sei mesi nello spazio.

E nella quarantena mondiale, completamente diversa è anche la Giornata mondiale della Terra: l’evento compie 50 anni spostandosi completamente sul digitale.

QUELLO STORICO 22 APRILE 1970, invece, mobilitò 20 milioni di statunitensi (il 10% della popolazione dell’epoca) determinando un cambiamento anche politico e normativo.

Come Giorgio Nebbia ricordava sul manifesto tre anni fa, «le persone scoprirono l’ecologia, l’economia della natura», che diventò la «bandiera di una nuova contestazione del potere economico e militare, della violenza della società dei rifiuti, degli sprechi e delle armi – le merci oscene, con la richiesta di nuovi diritti, nuovi modi e processi di produzione, senza ignorare le domande delle classi e dei popoli poveri ed esclusi».

Come nasce l’Earth Day? Nel 1969, dopo una grave fuoriuscita di petrolio in California, il senatore Gaylord Nelson si propone di unire l’energia dei movimenti contro la guerra nel Vietnam con l’emergente consapevolezza ambientale. Recluta un attivista per organizzare eventi a partire dai campus.

La mobilitazione avviene il successivo 22 aprile. La Cbs parla di «giornata unica nella storia degli Stati uniti». Successo incredibile, strade, parchi, sale conferenze colmi di gente ed eventi.

Manifestazione per la Giornata della Terra il 22 aprile del 1970

Gruppi impegnati contro fabbriche inquinanti, discariche tossiche, pesticidi velenosi, inquinamento idrico da petrolio, perdita della biodiversità marciano insieme.

Un po’ è anche il primo «sciopero per il clima»: le scuole non vengono chiuse ma molte annunciano che le assenze sono giustificate. In un intento eco-pax, a New York compaiono i poster di un personaggio dei fumetti che raccoglie i rifiuti lasciati da una manifestazione esclamando: «Il nemico siamo noi» (sottinteso: e non i vietcong).

LA PRIMAVERA ECOLOGISTA è sbocciata. Pochi mesi dopo negli Usa nasce l’Agenzia per la protezione dell’ambiente (Epa) e in seguito si approvano leggi importanti (anche se poi poco rispettate) per l’aria, l’acqua, la biodiversità, il lavoro: il Clean Air Act, l’Occupational Safety and Health Act, l’Endangered Species Act, norme sull’uso dei pesticidi e il Clean Water Act.

Nel 1972 si svolge a Stoccolma la Conferenza delle Nazioni unite sull’ambiente umano. Solo nel 1990 l’Earth Day diventa mondiale. Vengono raggiunti in vario modo 200 milioni di persone in 141 paesi. Dopo due anni, Rio de Janeiro ospita la Conferenza delle Nazioni unite su ambiente e sviluppo.

Con il nuovo millennio il focus della Giornata si sposta sui cambiamenti climatici, mentre inizia l’era digitale. Nel 2010 sono coinvolte 75.000 organizzazioni in 192 paesi. Secondo le stime, negli ultimi anni le iniziative della Giornata sono arrivate ad almeno un miliardo di persone. Nel frattempo cresce il movimento dei giovani per il clima.

2020: L’EARTH DAY DIVENTA digitale obtorto collo. Un virus riconducibile all’invasione e alla distruzione degli ecosistemi a opera degli umani ha rinchiuso in casa questi ultimi, mentre gli altri esseri della Terra hanno ripreso un po’ di spazio.

Cosa avverrà dopo questi mesi inediti? Per la Giornata, il segretario generale dell’Onu António Guterres ha proposto un programma in vari punti: investire fondi in posti di lavoro verdi, usare la leva fiscale per il passaggio dall’economia grigia a quella verde, porre fine ai sussidi ai combustibili fossili, introdurre il principio del chi inquina paga, incorporare i rischi climatici nel sistema finanziario e nelle politiche pubbliche.

Moltissimi gli eventi virtuali della Giornata, indicati sul sito www.earthday.org. Da Haiti dove il gruppo Fineste propone l’appuntamento di in-form-azione Sauvons la planète, agli Emirati dove un ospedale pediatrico infantile pianta tre alberi nel cortile, affigge poster nell’atrio e trasmette video sul tema; dall’India dove la tradizionale Veglia verde si trasferisce sui social media, a New York dove l’organizzazione dei parchi propone lezioni di pollice verde indoor; dalla Cina dove si muove la China Biodiversity Conservation, alla Svezia che organizza incontri digitali improntati su «quello che avete cercato di fare per l’ambiente e non ha funzionato».

IN ITALIA, FRA L’ALTRO, la maratona virtuale #onepeopleoneplanet sul canale Rai Play dalle 8 alle 20, il flashmob virtuale di Legambiente #abbracciamola, il dibattito a Brescia in streaming (con studenti, docenti, esperti, cittadini) su Covid e sostenibilità prima, durante e dopo l’emergenza.

E mentre i Fridays for Future preparano lo sciopero digitale, il Forum nazionale salviamo il paesaggio, al quale aderiscono centinaia di organizzazioni e migliaia di cittadini, propone una «preghiera civile: Mai più come prima».

* Fonte: Marinella Correggia,il manifesto

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