Dopo 12 anni di latitanza, arriva a Genova la Conferenza governativa sulle droghe

Dopo 12 anni di latitanza, arriva a Genova la Conferenza governativa sulle droghe

Focus sulle dipendenze. «Oltre le fragilità». E la ministra Dadone promette: «Pubblicherò il mio test antidroga»

 

«Pubblicherò gli esiti del mio test antidroga»: risponde così, la ministra alle Politiche giovanili con delega alle Droghe, Fabiana Dadone, quasi dovesse impegnarsi a dimostrare di essere “pulita”, nemmeno fosse quella la sua fedina penale. La domanda è stata posta durante la conferenza stampa di presentazione della attesissima VI Conferenza nazionale in programma a Genova il 27 e 28 novembre. Una sottolineatura decisamente superflua perché la convocazione per fare il punto delle politiche «sulle droghe», prevista dalla stessa legge del 1990 che ne prescrive però una ogni tre anni (ma l’ultima, quella di Trieste, risale al 2009), in realtà si sofferma soltanto sulle «Dipendenze». Anche se la ministra pentastellata, “accusata” più volte di far parte della schiera antiproibizionista, spiega di aver voluto, già dal titolo, allargare un po’ lo sguardo oltre la repressione: «Ho voluto intitolare la Conferenza “Oltre le fragilità” perché le fragilità non sono solo umane, ma del sistema sanitario, della normativa e talvolta anche delle prese di posizione».

IL SUO, PREMETTE DADONE, è un impegno ad «affermare il principio di legalità e segnare una coraggiosa discontinuità rispetto al passato, dopo 12 anni di immobilismo». Proprio per questo, gli operatori del settore, i SerD, le comunità di accoglienza e tutti coloro che si occupano di dipendenze patologiche ma anche della diffusione non problematica di sostanze stupefacenti, si aspettavano un tempo di preparazione più lungo e il coinvolgimento anche delle associazioni di consumatori. I lavori preparatori della Conferenza, ha riferito la stessa ministra, «sono iniziati ad ottobre, nell’ambito di 7 tavoli tematici articolati in 45 sottotemi».

A Genova saranno presentati i «7 instant book, ed oltre 370 documenti» messi a punto dai 122 esperti raggruppati ai tavoli su: giustizia penale, misure alternative e prestazioni sanitarie penitenziarie; prevenzione e presa in carico precoce delle dipendenze patologiche; evoluzione delle dipendenze e innovazione dei Ser.D. e delle comunità terapeutiche; riduzione del rischio e del danno; analisi di esperienze nazionali ed europee; modalità di reinserimento socioriabilitativo e occupazionale; ricerca scientifica e prodotti di origine vegetale a base di cannabis a uso medico. Quest’ultimo punto risulta davvero fuori luogo in un ambito di analisi delle politiche “antidroga”. E allora perché non inserire anche uno studio sui farmaci oppiacei?

PER QUASI TUTTI I TAVOLI, i lavori, durati più di un mese, si sono svolti online, tranne quello sulle pene, ospitato all’interno del carcere di Rebibbia, e quello sulla cannabis terapeutica che si è «svolto presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze». La Conferenza produrrà una Relazione al parlamento affinché, come annuncia la deputata 5S Francesca Ruggiero della commissione Affari Sociali, si possa «adottare il nuovo piano d’azione sulle dipendenze e introdurre elementi di novità nel contrasto di questi fenomeni». Infatti, data «l’evoluzione del quadro delle dipendenze», la legge «va aggiornata per poter incidere in maniera più efficace sui fenomeni di tossicodipendenza».

È d’accordo anche Riccardo Magi (+ Europa, tra i promotori del referendum sulla legalizzazione della cannabis), che però avverte del «rischio molto concreto, che alla luce di lavori preparatori e di un programma della Conferenza concentrati prevalentemente sugli interventi sociosanitari per le dipendenze, non sia data l’adeguata centralità alla valutazione degli effetti disastrosi di una normativa rimasta sostanzialmente la stessa per trent’anni».

 

* Fonte: Eleonora Martini, il manifesto



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