Naufragio di Cutro, le autorità italiane sottovalutarono il caso

Naufragio di Cutro, le autorità italiane sottovalutarono il caso

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Report di Frontex. Scoop di Euractiv

 

Le autorità italiane che la notte tra il 25 e 26 febbraio 2023 si trovavano nella «situation room» di Frontex a Varsavia hanno ritenuto «di non particolare interesse» l’avvistamento del veliero che poche ore dopo sarebbe naufragato davanti alle coste di Steccato di Cutro causando 94 morti e una decina di dispersi.

Lo rivela la testata Euractiv, con un articolo di Veronica Vasques, dopo la consultazione di un inedito rapporto sull’incidente redatto dall’agenzia europea. Secondo il documento erano presenti quella notte un referente della guardia di finanza e uno della guardia costiera, entrambi protetti da anonimato, che avrebbero intrattenuto scambi telefonici costanti rispettivamente con il Centro di coordinamento internazionale (Icc) di Roma e con il Centro italiano di coordinamento del soccorso marittimo (Mrcc). Nessuno dei due, scrive Euractiv, «ha comunicato al team leader della Sala di monitoraggio europea che il caso era di particolare interesse».

L’Ufficio per i diritti fondamentali che controlla se Frontex tutela i diritti umani a cui è obbligato ha sostenuto nel rapporto che casi come quello del veliero «possono degenerare rapidamente in un’emergenza» e affermato che «un attento monitoraggio, o addirittura l’assistenza da parte delle italiane in tali casi imperativo».

Il rapporto, sostiene un esperto di operazioni di ricerca e soccorso, confermerebbe che non sono state rispettate le procedure previste dal regolamento per le operazioni di Frontex (656/2014). L’articolo 9, infatti, stabilisce che «qualora un natante sia considerato in una situazione di incertezza, allarme o pericolo ma le persone a bordo rifiutino l’assistenza, l’unità partecipante ne informa il centro di coordinamento del soccorso competente e segue le sue istruzioni».

Il velivolo di Frontex, quindi, avrebbe dovuto contattare direttamente l’Imrcc di Roma per le valutazioni di competenza. Valutazioni che inevitabilmente avvengono in un ambiente diverso da quello del Mas (Multipurpose aerial surveillance): contesto di polizia il secondo, configurato per i salvataggi il primo. Anche perché pur non volendo considerare il caso come in fase di «distress», cioè il gradino più alto nella scala degli eventi Sar, andava almeno ritenuto in quella di «allerta». E quindi, comunque, di competenza primaria dell’Imrcc.

* Fonte/autore: il manifesto



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