Tra gli extracomunitari aumentano le malattie professionali (+60%)

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Boom degli immigrati: quasi 2 milioni gli assicurati all’Inail nel 2005; e per il 2006 si prevede un ulteriore incremento. Stabili gli infortuni, calano i decessi

ROMA – È boom di lavoratori stranieri in Italia. Nel 2005, gli immigrati assicurati all’Inail sono stati 1,9 milioni e per il 2006 si prevede un ulteriore incremento, anche per effetto delle quote dei nuovi ingressi fissate dal governo, che ai 170mila già stabiliti prevede di aggiungerne altri 350mila entro la fine dell’anno. Lo rende noto l’ultimo numero di Dati Inail, il foglio mensile dell’Istituto sull’andamento degli infortuni sul lavoro, che fa il punto non solo sugli incidenti ma anche sulle malattie professionali denunciate dai lavoratori stranieri presenti in Italia. In base ai più recenti dati Istat – fa notare l’Istituto – il numero degli immigrati presenti in Italia ha superato la soglia dei 2,7 milioni, pari ad oltre il 4% della popolazione complessiva. Mentre il tasso di occupazione per gli stranieri di età compresa tra i 15 e i 64 anni è risultato, nei primi tre mesi del 2005, pari al 65,6% del totale. Gli infortuni denunciati all’Inail, invece, sono stati 111mila, un dato in netta controtendenza con la crescita registrata negli anni precedenti anche se – rileva l’Inail – il calo del 5% rispetto al 2004 è da attribuire in parte all’ingresso di 10 nuovi Paesi nell’Unione Europea. Anche i casi mortali sono diminuiti, passando dai 175 del 2004 ai 138 del 2005. Mentre il 42% circa del totale degli infortuni interessa lavoratori che provengono da Marocco, Albania e Romania.

Diversa la situazione delle malattie professionali: tra il 2004 e il 2005 le denunce sono aumentate del 60%, passando da 676 a 1.069. Questo incremento dipende in parte dalle precarie condizioni di lavoro e dal tipo di attività svolte – si tratta spesso di lavoratori occupati in agricoltura oppure nei settori delle costruzioni e dei metalli – ma in parte anche dalla maggiore consapevolezza acquisita dagli stranieri in relazione ai propri diritti di lavoratori. La malattia professionale più denunciata è l’ipoacusia, che rappresenta il 41% dei casi, seguita dalle malattie cutanee che si attestano al 26% del totale. Il fenomeno risulta più esteso in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, che da sole assommano la metà delle denunce, e sono i giovani ad ammalarsi di più: nell’80% dei casi si tratta infatti di persone con meno di 50 anni, mentre è aumentato dal 16% del 2001 al 21% del 2005 il numero di lavoratori in età compresa tra i 50 e 64 anni.


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