“Rapporto sui diritti globali 2011” Tra vecchi modelli e nuovi scenari
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Rapporto sui diritti globali. Segio: “Occorre ricostruire il noi, il senso di comunità , cittadinanza, beni comuni. È urgente perché il baratro incombe”
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Un quadro sintetico ma chiaro quello dell’Italia della crisi attuale: i suoi cittadini non hanno più la possibilità di risparmiare, i debiti sono in crescita, il mutuo – preoccupante ma necessario sottolineare – è in grado di permetterselo solo una persona su due e l’inflazione arriva a consumare fino all’1 % del salario degli italiani. E i ricchi? I ricchi nel Bel Paese dove gli italiani vivono una grave recessione diventano sempre più ricchi. Questa riportata è la fotografia dell’Italia che emerge da il Rapporto sui Diritti globali 2012 La Grecia è vicina, edito da EDIESSE a cura di Associazione Società informazione e promosso da CGIL. Ieri a Roma la presentazione del Rapporto sui diritti globali con le interessanti dichiarazioni di Sergio Segio, curatore del rapporto nonché direttore dell’Associazione Società Informazione.
Un mondo alla rovescia
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Il Rapporto sui diritti globali 2018, presentato pochi giorni fa a Roma alla CGIL nazionale, ha compiuto 16 anni: un lasso di tempo consistente e assieme anche molto breve
Rapporto sui diritti globali 2012
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La crisi e le sue conseguenze saranno senza dubbio uno dei fattori “pesanti” nella ridefinizione dei rapporti di forza a livello mondiale. E una redistribuzione del potere nel medio e nel lungo termine caratterizzerà le dinamiche geopolitiche. Si parla molto di crisi nelle 1.300 pagine del Rapporto sui diritti globali, pubblicato dall’Associazione Società Informazione e promosso tra gli altri dalla CGIL, quest’anno intitolato “La Grecia è vicina”. Il modello basato sull’indebitamento per mantenere alti i livelli di consumo e di benessere ormai è giudicato non più sostenibile, si legge nel volume che individua nella crisi, (quella europea, in modo particolare) l’evento che assieme alle Primavere arabe ha caratterizzato il 2011.


