L’ammissione di Stamina “Cure ai raccomandati per sponsorizzare il metodo”

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TORINO — Influenti dirigenti della Regione Lombardia e dell’ospedale di Brescia esercitarono pressioni perché il protocollo Stamina varcasse la soglia degli Spedali Civili, loro erano interessati a curarsi e a curare i loro parenti. «Noi abbiamo deciso di curare prima i “raccomandati”, così poi saremmo riusciti a far entrare anche i nostri bambini»: è questa l’inquietante ricostruzione che Marino Andolina, vice presidente di Stamina Foundation, fa pubblicamente ai microfoni di Presadiretta nella puntata dedicata all’argomento che va in onda questa sera. Il medico spiega come e perché il trattamento è riuscito a mettere radici dentro la struttura pubblica nonostante non fosse supportato da alcun riscontro scientifico. Conferma quel che fino a oggi era oggetto di sole indiscrezioni, supposizioni avanzate incrociando le notizie ufficiali e l’elenco dei pazienti del professor Vannoni.
Il nome di Luca Merlino, direttore vicario della Sanità della Regione Lombardia, risultava tra le persone che si erano sottoposte al trattamento con le presunte cellule staminali. Erano molti quelli che gli attribuivano la responsabilità di aver portato Vannoni a Brescia. Andolina si riferisce proprio a lui quando parla di «pazienti raccomandati», quelli sui quali avrebbero fatto leva per entrare a pieno diritto in una struttura ospedaliera pubblica con un trattamento mai testato.
«Un dirigente della Regione Lombardia aveva un problema, una malattia neurologica progressiva », ha detto il medico che dalla procura di Torino è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. «Ha pensato che potevamo curarlo e ha favorito l’ingresso del nostro metodo agli Spedali di Brescia. Anche i dirigenti locali avevano qualche fratello, cognato o marito da curare, col morbo di Parkinson».
Si aggiunge un nuovo tassello al complesso puzzle che la procura di Torino e i Carabinieri dei Nas stanno tentando di mettere insieme con un’inchiesta che va avanti ormai da quattro anni, mentre si allunga la lista delle testimonianze delle tante famiglie che raccontano di avere corrisposto somme di denaro considerevoli al «guru» di Stamina e alla sua associazione che per lungo tempo era stata definita «senza fini di lucro». Il papà di Nicole De Matteis, per esempio, mostra bonifici diretti a Stamina per un valore di 50 mila euro. Racconta che le infusioni di cellule hanno causato problemi alla bambina, hanno costretto i genitori a portarla in ospedale. Come Nicole, secondo il procuratore Raffaele Guariniello, ci sarebbero almeno 70 vittime del metodo «truffa» per la guarigione delle malattie neurodegenerative.
«In tutto, il trattamento Stamina ci è costato 50mila euro, dobbiamo ancora finire di pagare e mia figlia è ancora sulla carrozzella » racconta il papà della bimba di undici anni, affetta dalla nascita da tetraparesi spastica, ha fatto una serie di infusioni Stamina, prima al Burlo Garofalo di Trieste e poi agli Spedali di Brescia. «Davide Vannoni ci aveva promesso che avrebbe lasciato la carrozzella e che avrebbe camminato, ci aveva promesso la guarigione» dice la mamma. «Dopo la prima infusione a Trieste fatta dal dottor Andolina senza anestesia la bambina ha cominciato a vomitare. L’abbiamo dovuta portare in ospedale a Torino ». Ai medici i genitori non raccontarono la verità. «No, non glielo abbiamo spiegato perché Vannoni mi ha detto che secondo lui era meglio non dire niente, perché avrebbero bloccato tutto ».
Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che firmerà nei prossimi giorni, assicurano dal ministero, il decreto che darà il via ai lavori del comitato scientifico che dovrà nuovamente esaminare la metodica, ipotizza intanto la truffa ai danni dello Stato se verrà dimostrato che sono stati consegnati all’ospedale di Brescia e al ministero due protocolli del trattamento diversi. «Se fosse vero che Vannoni e i suoi ci hanno dato un protocollo diverso da quello utilizzato a Brescia — dice il ministro — ci sarebbero gli elementi per una truffa ai danni dello Stato. Sarebbe un atto gravissimo che tradisce il Parlamento».


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