Fiom oltre la Cgil viaggio nel sindacato diventato pre-partito

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RIMINI. «Io non sono un informatico – dice non proprio scioltissimo Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, nell’usare il linguaggio dei social network – ma al presidente del Consiglio lancerei questo hashtag: #matteononstaresereno». Perché vanno bene gli 80 euro («io da sindacalista un aumento così non l’ho mai ottenuto», ammette) nelle buste paga dei lavoratori con redditi fino a 25 mila euro lordi, ma non basta: ci sono i pensionati che sono stati esclusi e i giovani precari che non arrivano a quella cifra. E non va bene affatto la liberalizzazione dei contratti a termine come il silenzio sulla politica industriale. Com’era ampiamente prevedibile il feeling tra Renzi e Landini si infrange alla prova dei provvedimenti concreti. «Tutti quei cambiamenti annunciati non li vedo e vedo il rischio che si continui con le scelte sbagliate del passato», ha detto il leader della Fiom nella sua lunga relazione con cui ha aperto il 26° congresso dei metalmeccanici Cgil. Insomma si salvano solo le detrazioni Irpef. «E noi questo Paese – ha aggiunto – lo vogliamo davvero cambiare». Ma il cuore della lunga relazione di Landini è stato l’attacco senza precedenti alla Cgil, all’accordo sulla rappresentanza sindacale che la Fiom non condivide e che cercherà di cambiare con i prossimi contratti. Un muro contro muro. Landini ha parlato di un congresso confederale falsato dal non rispetto, da parte della confederazione, delle regole; di una deriva autoritaria. Ha chiesto alla Cgil di Susanna Camusso «di accettare il confronto democratico vero». Poi ha condannato senza appello la concertazione: ha portato all’aumento dell’età pensionabile e al progressivo impoverimento dei redditi dei lavoratori. A Renzi ha chiesto una legge sulla rappresentanza sindacale per impedire che prevalga il “modello Fiat” bocciato dalla Corte costituzionale e pure dell’Organizzazione internazionale del lavoro. Poi ha respinto il jobs act: «Noi in italiano diciamo che 46 tipologie contrattuali sono troppe. Il contratto unico è unico o è la 47°?». Domani qui a Rimini arriva Susanna Camusso. E si temono i fischi dei delegati.
Maurizio Landini ha aperto ieri a Rimini il congresso della Fiom, la federazione dei metalmeccanici



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