Scontro alla Procura di Milano Si muove il pg della Cassazione

Scontro alla Procura di Milano Si muove il pg della Cassazione

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ROMA — Si è aperta una strada, che potrebbe concludersi anche con un procedimento disciplinare. Il procuratore generale della Cassazione, Gianfranco Ciani, ha disposto i primi accertamenti, dopo l’esposto del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo contro il capo, Edmondo Bruti Liberati, accusato di irregolarità nell’assegnazione delle inchieste. E dopo le controaccuse del procuratore al suo vice, di aver condotto indagini non autorizzate, incluso un pedinamento ad un personaggio già pedinato, mettendo a repentaglio le inchieste. Un primo passo per l’apertura di un fascicolo che potrebbe portare, qualora ne venissero ravvisati gli estremi disciplinari, al trasferimento. Sono accertamenti ordinari in caso di esposti che, si fa notare in Cassazione, al 90% dei casi, vengono archiviati. Ma certo è che la tensione a Palazzo di Giustizia di Milano viene seguita con attenzione.
La pre-istruttoria del pg andrà di pari passo a quella in corso al Csm che già da martedì passerà alla fase cruciale con la discussione e l’avvio della stesura di due relazioni da presentare al plenum: quella della settima commissione, responsabile dell’organizzazione degli uffici (che sembra destinata ad un’archiviazione) e quella della prima commissione che dovrà accertare eventuali incompatibilità dei due magistrati.
Gli appelli a fare presto ormai si moltiplicano. Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti, lo dice chiaramente: «Ravviso un’esigenza di celerità perché un ufficio importante come la Procura di Milano non può essere tenuto appeso. In particolare in un momento in cui Milano ha la responsabilità di inchieste molto importanti». «Mi auguro — auspica da Venezia, dove ha visitato gli uffici giudiziari e presentato il suo libro, Codice dell’ordinamento giudiziario — che le commissioni competenti del Csm esauriscano rapidamente tutte le loro attività istruttorie e formulino in tempi rapidissimi una proposta da portare al plenum, ovviamente lasciando la libertà del Consiglio di assumere tutte le determinazioni che riterrà opportune».
Gli fa eco anche il primo presidente della Corte di Cassazione, Giorgio Santacroce. Lo scontro in atto alla procura di Milano, dice, «nuoce all’immagine della magistratura. Spero che la vicenda si concluda al più presto» e si arrivi a una «soluzione che possa essere soddisfacente per tutti».
Difficile però mettere d’accordo tutti. Da un lato c’è Bruti Liberati che rivendica il ruolo di coordinamento che gli assegna la legge. Dall’altro c’è Robledo che lamenta invasioni di campo. Come nel caso Ruby, assegnato alla Boccassini invece che a lui, coordinatore dei reati di pubblica amministrazione. Un’ «anomalia» l’ha definita in audizione, mercoledì scorso, il pubblico ministero di Milano Ferdinando Pomarici. «Mi sembrava anomalo — aveva aggiunto anche Pomarici — che una volta individuata una figura di reato concernente il dipartimento dei reati contro la pubblica amministrazione, non venisse interessato e coinvolto il procuratore aggiunto competente per quei reati», ossia Robledo. Che far trattare quel procedimento «a un magistrato palesemente estraneo potesse creare, cosa che poi in effetti avvenne, sulla stampa osservazioni e commenti», Pomarici lo scrisse anche a Bruti Liberati.
È poi scontro sulla richiesta di Antonello Racanelli, del Csm (in quota Magistratura indipendente), al Guardasigilli di inviare gli ispettori a Milano. «È un fatto gravissimo» accusa Magistratura democratica, corrente di Bruti Liberati, e avverte che è in atto un tentativo della politica di «liberarsi definitivamente di una magistratura autonoma e indipendente». L’Anm apprezza la posizione «ragionevole» del ministro Orlando, che, invece, preferisce attendere le conclusioni del Csm.
Virginia Piccolillo



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