Tortura, primo ok alla legge pene fino a 15 anni per gli agenti

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ROMA . È stato approvato ieri notte dalla Camera (244 sì, 14 no) e ora torna al Senato il ddl che punisce la tortura. Astenuto il M5S, contraria la Lega: «Siamo con la polizia, non con i blac block», dicono i lumbàrd. Dopo la condanna dell’Italia da parte della Corte di Strasburgo sia per l’assalto della polizia alla Diaz che per la mancanza del reato nel nostro sistema normativo, era stato lo stesso premier a chiedere di accelerare l’iter per l’approvazione del ddl. «Ciò che è accaduto alla Diaz — ha detto Matteo Renzi — attiene a una pagina nera nella storia del nostro Paese, se la vogliamo affrontare la cosa più logica è introdurre subito il reato di tortura». Il nuovo reato punisce con la reclusione da 4 a 10 anni il torturatore. E se a torturare è un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, la pena è aggravata da 5 a 15 anni.
Ma non tutti i partiti sono d’accordo. Quando la discussione in aula, sulla spinta del M5S (che aveva chiesto il rinvio del voto), si era avvitata sulla questione De Gennaro e sul G8 di Genova, è intervenuto il ministro della Giustizia lanciando un appello alle forze politiche. «La discussione sulla Diaz non pregiudichi un traguardo per tutto il Paese — ha dichiarato Andrea Orlando — la richiesta che ci ha fatto Strasburgo non è di scrivere una norma su una vicenda specifica. Ma perché vicende come quelle del G8 non si ripetano più». «Un voto più ampio possibile — ha precisato il Guardasigilli — consentirà al governo di andare a Strasburgo con un risultato che è di tutto il Parlamento».
Secondo il deputato di Fi Pietro Laffranco, «dopo la condanna dell’Italia per la Diaz la sinistra vuole introdurre una norma inutile, ingiusta e dannosa perché finalizzata ad intimidire le forze dell’ordine, rendendole impotenti dinanzi al dilagare della criminalità». Il deputato di FdI-An Edmondo Cirielli chiede, provocatoriamente, perché il Parlamento «sia lesto a recepire le indicazioni dell’Ue sul reato di tortura, ma lento a recepire le direttive europee sul risarcimento per le vittime di reati». Critici anche i Funzionari di polizia. «Il testo approvato non ci soddisfa — ha detto Lorena La Spia, segretario dell’Anfp — è stato addirittura peggiorato quello precedente. Sorgeranno molti dubbi interpretativi a causa della sua eccessiva indeterminatezza. Saremo esposti a denunce pretestuose, che rischieranno di indebolire il nostro operato, specie nei contesti più critici. Il testo prevede che possa esserci tortura anche per “vincere una resistenza”. Peccato che la resistenza a pubblico ufficiale sia reato. E che noi siamo costantemente chiamati a vincere la resistenza di chi non vuole rispettare la legge».


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