Tagli alla sanità, pazienti doppiamente fregati

Spending review. I cittadini avranno meno prestazioni e meno tutele in caso di malasanità. Dalla Tac alla risonanza, le prestazioni che lo Stato non pagherà più

Mario Pierro, il manifesto redazione • 7/8/2015 • Copertina, Lavoro, economia & finanza, Salute & Politiche sanitarie • 873 Viste

Nei tagli al sistema sani­ta­rio nazio­nale per 10 miliardi in tre anni è pre­vi­sta una rimo­du­la­zione delle pre­sta­zioni e degli esami come la Tac o la riso­nanza magne­tica. Il prov­ve­di­mento inter­verrà su 180 pre­sta­zioni spe­cia­li­sti­che ambu­la­to­riali ed è attual­mente in bozze. Saranno coin­volti anche i set­tori dell’odontoiatria, della gene­tica, dell’allergologia, la dia­lisi e pre­sta­zioni di medi­cina nucleare. I tagli, o «risparmi» come dice la mini­stra della Salute Bea­trice Loren­zin, restrin­ge­ranno i desti­na­tari delle pre­sta­zioni dia­gno­sti­che, ma non di quelle spe­cia­li­sti­che. Il 20 per cento delle pre­sta­zioni entrate nel mirino dell’austerità sono quelle odon­to­ia­tri­che: le cure den­ti­sti­che ospe­da­liere saranno ero­gate in par­ti­co­lare ai minori fino a 14 anni, vul­ne­ra­bili per motivi sani­tari o per motivi sociali; alle regioni è lasciato il com­pito di fis­sare le soglie di red­dito o di Isee che defi­ni­scono i cri­teri della vul­ne­ra­bi­lità sociale. Per il mini­stero della Salute si tratta di un’omogeneizzazione dei cri­teri esi­stenti. Pre­vi­sta anche una stretta sui test gene­tici. Sono pre­sta­zioni molto one­rose ese­guite una sola volta nella vita. Dall’entrata in vigore del prov­ve­di­mento non sarà più pos­si­bile pre­scri­verle per una map­pa­tura del genoma o per fini di ricerca.

All’attenzione della «spen­ding review» ci sono 53 pre­sta­zioni di que­sto tipo (il 30%) di cui sarà comu­ni­cato l’elenco com­pleto. Oltre alla ride­fi­ni­zione di alcuni test aller­go­lo­gici e i vac­cini, pre­scritti solo dopo una visita spe­cia­li­stica, la bozza di decreto mini­ste­riale si sof­ferma sugli esami di labo­ra­to­rio. La bozza pre­vede che, in man­canza di “qual­siasi fat­tore di rischio” come la fami­lia­rità, l’ipertensione, l’obesità, il dia­bete, le car­dio­pa­tie e le iper­li­pe­nie, le ana­lisi per il cole­ste­rolo e i tri­gli­ce­ridi andranno ripe­tute ogni cin­que anni. Nel mirino della spen­ding review c’è la pro­li­fe­ra­zione «inap­pro­priata» delle pre­sta­zioni «a basso costo». La bozza spe­ci­fica che il loro importo è «spesso già coperto dall’assistito non esente con il tic­ket». Per l’erogazione delle Tac e della Rmn saranno sta­bi­lite con­di­zioni di ero­ga­bi­lità seguendo un pun­teg­gio da zero a dieci sta­bi­lito in base a un livello di appro­pria­tezza sta­bi­lito da una docu­men­ta­zione scien­ti­fica nazio­nale e inter­na­zio­nale. Si tratta di nove pre­sta­zioni. Il mini­stero ritiene che que­sta defi­ni­zione dei livelli di appro­pria­tezza con­tri­buirà a dimi­nuire le liste di attesa. Quanto alla dia­lisi si inter­verrà su due pre­sta­zioni riser­vate alle meto­di­che dia­li­ti­che di base, domi­ci­liari e ad assi­stenza limi­tata, appro­priate solo per pazienti che non pre­sen­tano com­pli­canze da intol­le­ranza al trat­ta­mento e non neces­si­tano di cor­re­zione meta­bo­lica intensa. Saranno defi­nite con­di­zioni di ero­ga­bi­lità e indi­ca­zioni prio­ri­ta­rie legate a pato­lo­gie gravi di tipo neo­pla­stico nell’ambito delle pre­sta­zioni di medi­cina nucleare.

L’intervento di «razio­na­liz­za­zione» più cospi­cuo riguarda la «medi­cina difen­siva» che all’Ssn costa 13 miliardi di euro all’anno. In un dos­sier della Com­mis­sione con­sul­tiva per le pro­ble­ma­ti­che sulla medi­cina difen­siva e sulla respon­sa­bi­lità pro­fes­sio­nale che sarà incluso nel testo unico di legge in discus­sione alla Com­mis­sione Affari Sociali della Camera viene sta­bi­lito che sarà il paziente a dovere pro­vare di avere subito un danno dal medico, e non più al medico l’onere di discol­parsi da un’eventuale con­te­sta­zione. Il governo intende accor­ciare i ter­mini della pre­scri­zione dell’azione risar­ci­to­ria da 10 a 5 anni e vuole sol­le­vare i medici dalla respon­sa­bi­lità lieve, men­tre sarebbe con­fer­mata la sua per­se­gui­bi­lità in caso di dolo o di colpa grave. Sarà inol­tre raf­for­zata l’obbligatorietà dell’assicurazione delle strut­ture ospe­da­liere, l’accertamento tec­nico pre­ven­tivo e la con­ci­lia­zione pre­ven­tiva obbli­ga­to­ria. Un modo per rispar­miare sui risar­ci­menti impo­sti dalle cause all’Ssn.

Per le orga­niz­za­zioni di cate­go­ria que­sti prov­ve­di­menti discre­di­tano i medici davanti ai cit­ta­dini che dovranno pagare gli accer­ta­menti che non potranno essere più pre­scritti, pena il taglio dello sti­pen­dio. Carlo Palermo, vice segre­ta­rio nazio­nale Anaao Asso­med, cri­tica «la pena­liz­za­zione dei medici sui per­corsi dia­gno­stico tera­peu­tici. Esi­stono evi­denze scien­ti­fi­che che dimo­strano l’inutilità di que­sti prov­ve­di­menti. Non si può deter­mi­nare per decreto, attra­verso per­corsi buro­cra­tici, que­stioni estre­ma­mente deli­cate che atten­gono alla cul­tura pro­fes­sio­nale e all’etica medica». «Non si pos­sono fare pagare i cit­ta­dini – sostiene il segre­ta­rio della Fp Cgil Medici, Mas­simo Cozza — non sem­pre pos­sono essere in grado di capire che la pre­sta­zione è inap­pro­priata. Così come non va bene che i medici siano san­zio­nati, un para­dosso dopo sei anni di blocco con­trat­tuale». Per Tonino Aceti, pre­si­dente del Tri­bu­nale per i diritti del malato– cit­ta­di­nan­zat­tiva – i pazienti «Non solo avranno meno pre­sta­zioni ma anche minori tutele giu­ri­di­che nei casi di mala­sa­nità». Per Aceti, la pro­po­sta della mini­stra è «irri­ce­vi­bile» e annun­cia che «entro set­tem­bre» il Tri­bu­nale per i diritti del malato pre­sen­terà una pro­po­sta e orga­niz­zerà una mobi­li­ta­zione. Boc­ciate anche le norme sull’inappropriatezza: «Non viene affron­tato il nodo delle liste di attesa inter­mi­na­bili, anche di oltre un anno – sostiene Aceti — Que­sta agli occhi dei cit­ta­dini è la peg­giore forma di inap­pro­pria­tezza vis­suta ogni giorno sulla pro­pria pelle».

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