No a leggi speciali, lascia la ministra Taubira

No a leggi speciali, lascia la ministra Taubira

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PARIGI. Se n’è andata in bicicletta, tra gli applausi dei suoi collaboratori. Christiane Taubira lascia il ministero della Giustizia dopo tre anni e mezzo al governo, simbolo di una gauche sempre più insofferente. La Guardasigilli era la meno allineata con la svolta per la sicurezza voluta dall’esecutivo contro il terrorismo. Scettica sulla volontà di prolungare ulteriormente lo stato di emergenza, aveva criticato pubblicamente l’idea di revocare la nazionalità ai jihadisti francesi. Proprio ieri, mentre la controversa revisione della Costituzione arrivava all’Assemblea Nazionale, Taubira ha annunciato le sue dimissioni. «Scelgo di rimanere fedele alle mie convinzioni» ha detto confermando il «profondo disaccordo politico» con l’attuale governo.

Il premier Manuel Valls ha subito nominato al dicastero Jean-Jacques Urvoas, deputato a cui era stata affidata la difesa della riforma costituzionale, già relatore della legge per rafforzare i poteri dei servizi segreti. Il governo ha anche annunciato ieri mattina che l’ipotesi di stracciare il passaporto per reati collegati al terrorismo non sarà applicata ai francesi con doppia nazionalità: un estremo tentativo di placare la fronda interna, senza però intaccare la sostanza della misura.

Famosa per la sua arte retorica e le citazioni letterarie, Taubira, nata in Guyana 63 anni fa, era stata spesso attaccata dalla destra più conservatrice. «Finalmente una buona notizia per la Francia» ha esultato il Front National. In prima linea sull’approvazione del matrimonio delle coppie omosessuali, la ministra era stata vittima di insulti razzisti. Alla fine è caduta sotto il fuoco amico, simbolo di una sinistra che Valls vuole archiviare nei libri di Storia. A dicembre Taubira aveva frettolosamente annunciato che l’idea della revoca della nazionalità sarebbe stata abbandonata, salvo essere poi sconfessata da François Hollande.

L’uscita di scena della ministra più ribelle dell’esecutivo segna un momento chiave per la gauche al potere, nella Francia che deve imparare a convivere con il terrorismo permanente. Per riassumere il pericolo di una svolta autoritaria, la ministra ha citato i versi del poeta della sua terra natale, Aimé Cesaire: «Non consegneremo il mondo agli assassini dell’alba». A diciotto mesi dalle presidenziali, Hollande accetta dunque di rompere definitivamente con l’ala sinistra del partito. Per ironia della sorte, era stata anche la candidatura di Taubira nel 2002 a provocare l’eliminazione di Lionel Jospin al primo turno. Uno scenario che, con interpreti diversi, potrebbe ripetersi nel 2017.



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