Brennero, via ai nuovi controlli Scontri fra polizia e manifestanti

Brennero, via ai nuovi controlli Scontri fra polizia e manifestanti

BRENNERO Vola l’estrema destra, volano i giubbotti salvagente dei “No Border” e il gas urticante della polizia: la sostanza è che alla fine, come previsto, e in anticipo sui tempi, da oggi l’Austria inizierà i controlli anti- migranti al Brennero.

In fondo a un’altra giornata di tensione, con 300 manifestanti respinti da 400 agenti della Polizei al confine tra Italia e Austria, sul campo della complicata partita Grenzmanagement — ”gestione del confine”, neologismo light coniato da Vienna e traducibile in un più realistico ”costruzione di barriere metalliche contro i profughi” — restano due fatti: il primo. Il fermo e il successivo rilascio di un attivista italiano, preso a freddo da una decina di gendarmi per “istigazione alla manifestazione” e rimesso in libertà dopo l’intervento della Farnesina (e dopo che decine di manifestanti si sono seduti per protesta in mezzo alla strada statale). «Sono stato fermato perché ero uno di quelli che hanno parlato di più, è stato un sequestro di persona politico», ha riferito Gianmarco De Pieri, leader del centro sociale bolognese Tpo. ”Istigazione alla manifestazione” è una motivazione non degna di un Paese della Ue, tuona Nicola Fratoianni di Sel, uno dei parlamentari che ieri al Brennero hanno partecipato alla nuova marcia di protesta contro la realizzazione della barriera anti- profughi da parte del governo austriaco. Il secondo fatto, come detto sopra, è una conferma: sui migranti — nonostante le polemiche e le critiche piovute da più parti, governo italiano, Unione europea, Vaticano — l’Austria tira dritto.
Da oggi, con modalità prevedibilmente soft e un iter graduale, inizierà a attuare quel sistema di controllo al valico del Brennero che ancora sabato, in un incontro a Innsbruck con il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher, il neo-ministro degli Interni austriaco Wolfgang Sobotka ha definito «necessario» per continuare a «garantire la sicurezza in territorio austriaco».
Tutto secondo programma, dunque. Tutto coerente con il copione propagandato da Vienna: un misto di strategia politica pre-elettorale e di comunicazione “spinta”. Per lanciare messaggi all’Europa, all’Italia, alla Germania, alla Libia. «L’Austria conferma la sua posizione », ha sottolineato Sobotka, ministro da tre giorni in sostituzione di Johanna Mikl-Leitner. Un nuovo e definitivo schiaffo all’Italia? La parola fine sul caso della “stretta” al Brennero, e cioè un valico dal quale passano 140 miliardi di interscambio per il nostro Paese? Quando Kompatscher ha rinnovato l’appello per una «soluzione congiunta », una soluzione «in grado di facilitare una gestione ordinata al Brennero», il ministro austriaco ha assicurato la «volontà di dialogo con il governo italiano». Se e che cosa produrrà questa “apertura”, ancora non è dato sapere. Intanto gli incidenti di ieri riaccendono le polemiche. Dice ancora Fratoianni di Sel: «L’Austria ha mostrato un grande nervosismo e sembra quasi fare le prove per quanto avverrà con i migranti». Gli attivisti “No Border” hanno sfilato indossando giubbotti salvagente e mostrando gommoni per ricordare la tragedia dei rifugiati morti in mare durante le attraversate nel Mediterraneo. Alzato al cielo un passaporto viola con scritto “world passport”, e poi cartelli “refugees welcome”, “accoglienza giusta”, “no ai confini”. La tensione sulla strada statale del Brennero è cresciuta quando i manifestanti, raggiunta la linea tracciata dai poliziotti austriaci in assetto anti — sommossa, hanno stracciato il nastro e iniziato a lanciare ombrelli colorati e giubbotti salvagente: i gendarmi hanno risposto con cariche di gas urticante. Poi, a manifestazione quasi sciolta, il fermo dell’antagonista bolognese.


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