Naufagio al largo della Libia, si teme una strage

Naufagio al largo della Libia, si teme una strage

Cadaveri sui barconi giunti a Lampedusa, cadaveri galleggianti in mare recuperati vicino alla Libia, cadaveri ritrovati su una spiaggia in Spagna. Si continua a morire nel Canale di Sicilia. E si teme una nuova strage di migranti. Appena salvati a circa 30 miglia dalle coste libiche, quattro superstiti hanno raccontato che sul barcone naufragato c’erano 107 persone, otto fino a ieri sera in cadaveri recuperati.
Nella zona del disastro, dove le condizioni meteo sono pessime, sono state dirottate diverse unità della marina impegnate nel dispositivo Frontex, compresi un aereo e un elicottero, e alcuni mercantili.

Altri tre migranti sono stati trovati morti durante un’operazione di soccorso della guardia costiera: i cadaveri erano su un barcone, altri tre – tra questi una donna incinta – erano in gravi condizioni per ipotermia, tanto da richiedere il trasferimento in elisoccorso da Lampedusa a Palermo. Uno di loro aveva due cadaveri addosso. Ai soccorsi hanno partecipato due motovedette salpate da Lampedusa, la nave Bettica della marina militare, un peschereccio, un mercantile e la nave Aquarius dell’organizzazione non governativa Sos Méditerranée che opera in collaborazione con Medici senza frontiere.

A Lampedusa intanto erano arrivati 87 migranti su una nave della militare e un altro gruppo di 60 su una motovedetta della guardia costiera che li aveva trasbordati da un peschereccio di Mazara del Vallo. Nell’imbarcazione c’erano due cadaveri, una persona è morta durante il tragitto dal porto al poliambulatorio dell’isola. I soccorsi continuano così come gli arrivi. Sempre a Lampedusa è poi arrivata una motovedetta della capitaneria con a bordo 20 migranti: 18 donne e due minori. Il centro d’accoglienza in contrada Imbriacola era stato svuotato appena due giorni fa.

Sono africani i quattro cadaveri trovati in Spagna: due sulla spiaggia di Algeciras, mentre gli altri due galleggiavano in acqua nelle vicinanze di Tarifa. Secondo la polizia provenivano dal Marocco e dalle zone sud del deserto del Sahara.

Sbarchi anche a Catania e a Messina. Nel porto etneo sono arrivate 554 persone salvate in più operazioni di soccorso nel Canale di Sicilia, mentre la nave Aquarius italo-franco-tedesca Sos Mediterranee, gestita in partnership con Medici senza frontiere, sta navigando verso Messina dopo avere soccorso 195 profughi, tutti a bordo di un unico gommone dal quale sono stati recuperati anche due cadaveri. Una delle vittime dovrebbe essere un minore, identificato da un parente che viaggiava con lui.

Secondo Alexander Moroz, capitano della Aquarius, «195 è un record assoluto, non abbiamo mai soccorso così tante persone a bordo di un solo gommone, possiamo ritenerci fortunati di aver trovato soltanto due morti su un’imbarcazione dove erano stipati come sardine».

Due giorni fa, la nave Aquarius aveva soccorso altri 109 migranti salvati da una nave della marina militare italiana. Complessivamente sono 302 i profughi a bordo della Aquarius: 292 uomini e 10 donne. Tra loro anche 61 minori, di cui 55 non accompagnati. L’arrivo è previsto oggi.

E a Crotone ieri sono sbarcati 61 migranti, tra cui alcuni neonati. Del gruppo facevano parte 31 uomini, nove donne e 21 bambini, tra cui alcuni in fasce. Sono stati portati nel centro di prima accoglienza di Capo Rizzuto. Secondo quanto è emerso dalle prime testimonianze raccolte dalla polizia, i migranti che hanno dichiarato di essere di nazionalità irachena e iraniana sarebbero salpati con una barca a vela dalla Turchia e, una volta raggiunta la costa italiana, sarebbero stati fatti sbarcare con un gommone. Non sono state trovate tracce né della barca a vela né del gommone.

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