Vertice a tre a Parigi sui migranti: «Un codice comune per le Ong»

Approccio condiviso con Germania e Francia. Ma l’Eliseo non ammorbidisce la sua linea dura

Stefano Montefiori • 3/7/2017 • Diritti umani & Discriminazioni, Europa, Immigrati & Rifugiati • 240 Viste

PARIGI Il ministro dell’Interno francese Gérard Collomb ha accolto ieri sera a Parigi l’italiano Marco Minniti, il tedesco Thomas de Maizière e il commissario europeo Dimitri Avramopoulos per «cercare un approccio coordinato ai flussi migratori nel Mediterraneo» e «vedere come aiutare meglio gli italiani», dice a place Beauvau l’entourage del ministro francese. Al termine della riunione, Parigi e Berlino hanno accolto la richiesta di Roma di stabilire un codice comune per le organizzazione non governative che salvano i migranti nel Mediterraneo.

Una riunione interlocutoria per preparare il vertice dei ministri dell’Interno di tutta l’Ue previsto per giovedì e venerdì a Tallin, nell’Estonia presidente di turno della Ue.

La posizione del ministro italiano è nota: l’Italia non può più essere il solo Paese di approdo per le navi di ogni nazionalità che salvano i migranti nel Mediterraneo. Nei giorni scorsi Minniti ha minacciato di chiudere i porti italiani alle navi straniere se gli altri Paesi non faranno di più per aiutare l’Italia, e ieri sera ha precisato le sue richieste al collega francese. I porti di Marsiglia e di Barcellona potrebbero essere utilizzati, ma la Francia frena su questa ipotesi.

Ex sindaco socialista di Lione, da poche settimane al governo, Gérard Collomb si è già dimostrato fautore di una linea della fermezza che cozza qualche volta con le dichiarazioni di principio del presidente Emmanuel Macron.

Se la situazione della Francia non è paragonabile per quantità di arrivi a quella italiana, il problema è comunque drammatico perché nessuna soluzione si è mostrata durevole. A Calais, dopo l’evacuazione e la distruzione della «giungla», centinaia di persone sono tornate ad ammassarsi nella speranza di riuscire a raggiungere l’Inghilterra.

A Parigi, dove nell’ottobre scorso è stato aperto un centro umanitario per l’accoglienza ai migranti, la situazione è di nuovo fuori controllo e un accampamento con circa 1.200 persone si è formato in questi giorni a Porte de la Chapelle. L’allarme lanciato dall’Italia arriva in un momento cruciale per la politica migratoria francese. Oggi a Versailles il presidente Macron potrebbe dare le linee guida di un piano annunciato da giorni e non più rinviabile: a novembre scade la deroga di due anni al Trattato di Schengen, e gli agenti francesi non potranno più bloccare il confine di Ventimiglia.

FONTE: Stefano Montefiori, CORRIERE DELLA SERA

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