200 migranti tentano di entrare nell’enclave spagnola di Ceuta

Spagna. Finiscono al Cie, nel primo semestre del 2017 è raddoppiato il numero di stranieri senza documenti entrati in Spagna, sono 11mila fino al 16 luglio

Luca Tancredi Barone • 8/8/2017 • Diritti umani & Discriminazioni, Immigrati & Rifugiati • 996 Viste

Ancora una volta uno sparuto gruppo di migranti africani disperati sono riusciti a penetrare nell’enclave spagnola di Ceuta beffando i controlli di frontiera. Stavolta hanno deciso di farlo direttamente per il passaggio pedonale. Meno di 200 persone (alcune fonti, come la Croce Rossa parlano di 187, persone, ma la Guardia Civile parla addirittura di 300 persone per drammatizzare un po’ i fatti) verso le 5 di mattina della notte fra domenica e lunedì hanno preso la rincorsa e invece di gettarsi sul fino spinato che “protegge” l’anacronistica enclave iberica in territorio marocchino, hanno deciso di attraversare correndo la frontiera via terra, per così dire: il passo del Tarajal.

La polizia è stata presa di sorpresa. Da una parte, aveva rafforzato i controlli sui veicoli in transito, nel timore che approfittando delle feste patronali qualcuno si potesse nascondere nelle navi che trasportavano il materiale per i festeggiamenti fino alla penisola spagnola; dall’altra, si erano concentrati all’altezza della doppia rete spinata dove di solito i migranti si lanciano per saltare dall’altra parte. L’ultima volta era accaduto proprio martedì scorso, con una settantina di persone che erano riuscite a passare in questo modo, delle circa seicento che ci avevano provato. Era il primo tentativo che si verificava dal febbraio scorso.

Dietro alla piccola penisola di Ceuta, che si trova a soli 60 km in linea d’aria da Gibilterra, a sua volta enclave inglese in territorio spagnolo, si trovano la zona di Belyounech, dove i migranti si rifugiano in attesa che arrivi il momento propizio per tentare l’attraversamento. Le attuali stime parlano di circa un migliaio di persone che sono accampate nella zona.

Dalle immagini diffuse ieri dalle reti sociali [come queste https://twitter.com/thespainreport/status/894594297621827585] si può apprezzare che l’ “assalto” di cui parla la polizia e i media spagnoli è semplicemente una corsa attraverso un’apertura della frontiera, in mezzo a poliziotti, alcuni dei quali si dedicano a dare manganellate e calci a caso. La “vittima” di cui parla la polizia (l’unico ferito) è un poliziotto che, come risulta evidentissimo dalle immagini, si rompe tibia e perone per un calcio mal dato a uno dei corridori.

Dopo l’attraversamento i migranti sono stati portati al più vicino Cie dove la Croce Rossa si è presa cura di loro. Il locale Cie ospita già 600 stranieri. Ci sarebbe anche un altro gruppo di migranti rimasto intrappolato nello spazio fra le due frontiere che sarebbe già stato restituito al Marocco. Si tratta della cosiddetta pratica della restituzione “in caldo”, criticata sia da molte Ong che dall’Unione europea perché non dà ai migranti la possibilità di chiedere asilo.

Secondo i dati forniti dal ministro degli interni Juan Ignacio Zoido, nel primo semestre del 2017 sarebbe raddoppiato il numero di stranieri senza documenti che sarebbero entrati in Spagna: circa 11mila fino al 16 luglio, tremila dei quali dalle enclavi di Ceuta e Melilla. Fino a quel giorno ci sarebbero stati 2266 tentativi di saltare il recinto a Ceuta, contro i 3472 di tutto il 2016.

FONTE: Luca Tancredi Barone, IL MANIFESTO

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