Da inizio anno già 151 morti: «Fermare la strage del lavoro»

Da inizio anno già 151 morti: «Fermare la strage del lavoro»

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A ucciderli è stata un’esplosione, come è accaduto recentemente a Catania e a Livorno: tre episodi simili nel giro di poche settimane. I sindacati: aumentare gli investimenti e la formazione

Con i due operai morti alla Ecb di Treviglio – l’esplosione del deposito di mangimi nel giorno di Pasqua – salgono a 151 le vittime sul lavoro registrate nei primi mesi del 2018. Non è ancora un bilancio ufficiale, i dati vengono dall’Osservatorio indipendente di Bologna, che da dieci anni monitora gli infortuni mortali. I sindacati chiedono «maggiori investimenti, più formazione, una strategia nazionale di contrasto», e dedicheranno alla «strage silenziosa» il prossimo Primo maggio.

IL NUMERO DI 151 È notevolmente superiore rispetto alle 113 vittime registrate nello stesso periodo del 2017. E il trend negativo potrebbe proseguire per tutto l’anno, se non si interverrà in qualche modo: l’anno scorso i morti sui luoghi di lavoro, sempre secondo l’Osservatorio di Bologna, sono stati 632. Con 20 vittime è il Veneto la regione che conduce la tragica classifica, seguono la Lombardia e il Piemonte. Milano, con 8 decessi, è la provincia che ha registrato più vittime; subito dopo vengono due province venete, Treviso e Verona, con 7 morti.

In genere il tema riconquista le cronache quando avvengono i cosiddetti «incidenti multipli», con più di una vittima: nel 2018, con l’esplosione alla Ecb, siamo già a tre episodi di questo tipo. Peraltro a distanza di poco tempo l’uno dall’altro: il 20 marzo hanno perso la vita due vigili del Fuoco a Catania, mentre il 28 marzo due lavoratori sono morti nel porto di Livorno. L’1 aprile, domenica di Pasqua, è toccato agli operai trevigliesi.

I due vigili del fuoco catanesi, Dario Ambiamonte e Giorgio Grammatico, sono morti in un appartamento nel centro storico di Catania. Altri due loro colleghi sono rimasti gravemente feriti. La squadra dei pompieri era intervenuta in via Garibaldi in seguito alla segnalazione di una fuga di gas. Prima ancora di poter intervenire, i quattro vigili che si stavano avvicinando alla porta sono stati travolti da una violentissima esplosione. All’interno della casa è stato trovato il cadavere carbonizzato di Giuseppe Longo, 75 anni, gestore nello stesso stabile di un’officina di riparazione di biciclette: non è chiaro se abbia provocato la fuga di gas volontariamente. Gli inquirenti dovranno anche stabilire se la scintilla che ha innescato la deflagrazione non sia partita dagli stessi soccorritori, tanto che è stato indagato per disastro colposo e omicidio colposo plurimo il capo della squadra dei vigili del fuoco .

ANCHE I DUE OPERAI DI Livorno – Nunzio Viola, di 52 anni, e Lorenzo Mazzoni, di soli 25 – sono stati travolti e uccisi da una forte esplosione: dipendenti della Labromare, azienda specializzata nelle bonifiche ambientali, stavano concludendo le operazioni di svuotamento del serbatoio 62, contenente acetato di etile, nella zona industriale del porto toscano. Le pareti in cemento dell’enorme silo hanno per fortuna retto, evitando che la deflagrazione arrecasse maggiore danno non solo agli altri lavoratori presenti nella zona (due sono rimasti illesi, visto che per fortuna si trovavano più distanti), ma addirittura alla cittadinanza: come ha segnalato il sindaco Filippo Nogarin, il porto è vicino al centro abitato. La Procura ha indagato i vertici della Labromare e della Costieri Neri, la società titolare della cisterna che è esplosa.

All’interno della Ecb di Treviglio (Bergamo), industria produttrice di cibo per animali domestici, hanno perso la vita Giuseppe Legnani e Giambattista Gatti: lasciano due figli a testa. Erano stati chiamati in azienda per un sopralluogo, dopo l’allarme lanciato da alcuni cittadini che avevano sentito un cattivo odore nell’aria. Per alcune ore, dopo l’esplosione, l’accesso all’interno dello stabilimento è stato interdetto per la cospicua presenza di anidride carbonica. La Ecb, fondata nel 1966, l’anno scorso è stata acquisita dal gruppo tedesco Saria, marchio internazionale dell’agroalimentare.

TRA LE VITTIME DEGLI ultimi giorni, anche un edile di 52 anni, morto dopo essere precipitato per 4 metri da un traliccio di proprietà di Rai Way: l’incidente è avvenuto il 29 marzo a San Godenzo, nel Mugello (Firenze). L’operaio stava lavorando su un impianto Vodafone, ma era addetto di una ditta esterna.

FONTE: Antonio Sciotto, IL MANIFESTO



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