A rischio le relazioni tra Italia e Russia dopo l’arresto della «spia»

Prima grana per Di Maio, Putin chiede la revoca dell’estradizione del manager accusato di spionaggio dagli Usa e avverte Roma: «Una pessima pratica che complica i nostri rapporti bilaterali»

Yurii Colombo * • 7/9/2019 • Internazionale • 156 Viste

MOSCA. Si è appena insediato alla Farnesina ma Luigi Di Maio ha già una brutta gatta da pelare. L’altro ieri sera l’agenzia russa Interfax ha rivelato che il 30 agosto scorso Aleksandr Korshunov dopo essere atterrato a Napoli con sua moglie è stato fermato dalla polizia italiana su richiesta degli Stati uniti e condotto nel carcere di Poggioreale. Korshunov, un alto dirigente della Odk, società statale russa che produce motori, è accusato dalla magistratura americana dell’Ohio di «spionaggio industriale» e ne chiede l’immediata estradizione. Aleksandr Korshunov secondo il quotidiano moscovita Vedomosti è accusato di essersi appropriato illegalmente di documenti della General Electric e di informazioni protette da proprietà intellettuale per utilizzarli per lo sviluppo di un motore per i nuovi aerei civili Ms-21, un’accusa che gli potrebbe costare 10 anni di reclusione.

La procura italiana si dice all’oscuro della vicenda e quindi la decisione finale sull’estradizione – vista la complessità di questi casi – rischia di diventare tutta politica. Accettare il diktat d’oltreoceano o peggiorare sensibilmente le relazioni con la Russia dopo la tela tessuta con pazienza da Conte nell’ultimo anno per migliorare le relazioni con il Cremlino, sono la Scilla e la Cariddi in cui il nuovo governo probabilmente dovrà passare.

PIÙ NEL DETTAGLIO il Dipartimento di Giustizia Usa accusa Korshunov, insieme all’italiano Maurizio Paolo Bianchi, di aver corrotto o avvicinato dipendenti di Avio Aero, la consociata italiana di Ge Aviation facente parte del gruppo General Electric, per ottenere informazioni tecniche sui loro motori. Il timore degli americani di essere spiati, del resto, sta diventando ultimamente una vera e propria ossessione: non più tardi di qualche giorno fa John Bolton, consigliere di Trump in visita in Ucraina aveva accusato Pechino di aver sottratto i dati delle caratteristiche tecniche del nuovo caccia F-35 per adattarle alle esigenze dei caccia cinesi di quinta generazione. Korshunov non è un funzionario qualunque, ha alle spalle un lungo curriculum. Dopo essere diventato ingegnere all’università di Mosca e essersi diplomato all’Accademia diplomatica ha lavorato presso il ministero degli esteri. Dal 2003 al 2006 è stato vicepresidente per lo sviluppo del business e la cooperazione del gruppo di società Kaskol. Nel 2006-2009 ha diretto l’Astrasystems CJSC. Korshunov ha anche lavorato come direttore del marketing e delle vendite nel 2009-2017 alla Odk e poi dal novembre 2018 direttore dello sviluppo aziendale della stessa azienda. È del tutto normale che il governo russo abbia fatto quadrato intorno a lui e persino il presidente russo Putin sia sceso in campo personalmente per difenderlo.

«È STATO ACCUSATO del furto di alcuni segreti commerciali», ha commentato il presidente russo Vladimir Putin che ha definito la richiesta di estradizione «un modo scorretto di competere» da parte Usa. Per lo «Zar» tutto sarebbe in regola: «Sì, abbiamo un accordo di consulenza con un’impresa italiana. Un lavoro commerciale aperto, una pratica globale. Ora gli americani sostengono che qualcosa gli sarebbe stato rubato» ha continuato il capo del Cremlino. L’arresto di Napoli sarebbe parte secondo Putin della «pessima pratica» di arrestare cittadini in paesi terzi su richiesta americana facendo chiaro riferimento al precedente della Huawei, e tutto ciò «complica le nostre relazioni bilaterali», per il quale sarebbero inevitabili in caso di risposta positiva della magistratura italiana alla richiesta Usa «ripercussioni anche con l’Italia». Ed effettivamente dopo qualche schiarita che era sembrata aprirsi sulla questione delle sanzioni, i rapporti Occidente-Russia potrebbero tornare a peggiorare.

«SPESSO NON VEDIAMO basi oggettive per tali azioni ostili e abbiamo ragione di credere siano collegate alla concorrenza» ha aggiunto il presidente russo, sostenendo però la necessità di una collaborazione tra le forze dell’ordine dei diversi paesi. Dura anche la reazione dell’ambasciata russa a Washington: «Abbiamo espresso una forte protesta contro tali azioni illegali e chiesto una spiegazione delle ragioni della sua detenzione e un ritiro immediato della richiesta di estradizione del nostro connazionale» ha affermato il plenipotenziario russo. Il quale ha anche denunciato «la caccia ai cittadini russi nel mondo, contraria al diritto internazionale che conduce a un ulteriore degrado e imprevedibilità delle relazioni russo-americane».

* Fonte: Yurii Colombo, il manifesto

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