Diritti Globali, ‘sfida dei giovani obbliga a cambiare’, la casa brucia

Diritti Globali, ‘sfida dei giovani obbliga a cambiare’, la casa brucia

di Melania Di Giacomo) (ANSA) – ROMA, 04 FEB – “Cambiare” si deve: i sistemi di produzione, di consumo, di sfruttamento delle risorse, umane e materiali, perché la “casa brucia”, come avvertono Greta e i suoi ‘fratelli’ in tutto il mondo. E’ un’esortazione a ‘Cambiare il sistema’ il Rapporto Diritti Globali di quest’anno, promosso dalla Cgil e curato da Società INformazione di Sergio Segio.
Il volume, presentato nel giorno in cui viene annunciata la Cop26, rammenta che “quattro anni dopo l’Accordo di Parigi e con ulteriori passi compiuti verso il precipizio, è un’adolescente, Greta Thunberg, a dover ricordare al mondo la gravità della situazione e le sue, imperdonabili, responsabilità”. La 17/a edizione è un focus sulla questione climatica e ambientale, evidenzia i nessi profondi che esistono tra economia, politiche globali, guerre e migrazioni. Il 2019 è stato un anno di grandi distruzioni, dall’Amazzonia, alla Siberia, e negli ultimi tempi l’Australia. “È sbagliato – ha osservata Segio, commentando il rapporto alla Cgil – pensare a questi come a disastri naturali: c’è il cambiamento climatico, la deforestazione, gli allevamenti intensivi e le espropriazioni delle terre agli indigeni. Sono crimini contro la terra e contro l’umanità”. A luglio vi è stata una perdita di 2.250 chilometri quadrati di foresta pluviale.
Nello stesso periodo centinaia di incendi hanno colpito la Siberia, provocando, stima Greenpeace Russia, 166 milioni di tonnellate di anidride carbonica, quanto le emissioni annuali di 36 milioni di auto. E per la World Meteorological Organization quello attuale è stato il lustro più caldo dall’inizio delle misurazioni: la temperatura media globale è cresciuta dell’1,1% rispetto al periodo preindustriale, e dello 0,2% dal 2015.
Ma il 2019 è stato anche l’anno di una salutare scossa partita dai giovani, mettendo al centro la giustizia climatica e sociale, l’anno degli scioperi globali e di Greta. “Le nuove generazioni hanno la perfetta consapevolezza che il futuro si conquista oggi – aggiunge Segio -. Grazie a questi movimenti e alle ricerche degli scienziati è cresciuta la consapevolezza della gravità della situazione, ma è sotto gli occhi di tutti anche la lentezza della politica”. “Il mondo del lavoro non può accontentarsi di chiedere più reddito o occupazione, che ovviamente pretendiamo”, scrive il segretario Cgil Landini nel volume: servono “regole nuove” e “serve guardare al climate change come a un’occasione”.
In conclusione, c’è quindi l’esortazione, guardando alla politica italiana, a “una proposta radicale e radicalmente nuova”: “il galleggiamento” è la risposta peggiore e la “corsa al centro” si è “tradotta anche in abbandono di cospicue fasce di cittadini”, divenuti “la base di massa dei populismi”.
(ANSA).


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Questo brano proviene dal Contesto del terzo capitolo del 15° Rapporto sui diritti globali, Ediesse editore

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