Spagna e fascismo. Nelle forze armate un vecchio vizio che non passa

Spagna e fascismo. Nelle forze armate un vecchio vizio che non passa

A Madrid il golpe non sembra alle porte ma il «rumore di sciabole» nelle forze armate iniziano a sentirlo in molti. La formazione del governo di coalizione tra i socialisti e la sinistra di Podemos ha scatenato la furia dell’estrema destra ultranazionalista e nostalgica, fortemente radicata nell’esercito, scatenata contro i «social-comunisti». L’approvazione, a fine 2020, della Legge di Bilancio con i voti di alcuni partiti della sinistra indipendentista catalana e basca, ha ulteriormente indignato certi ambienti, che hanno rispolverato il termine «rosso-separatisti», in voga tra i militari che nel 1936 soffocarono la Repubblica nel sangue.

Alle continue richieste di indagare le infiltrazioni dell’estrema destra nell’esercito e di epurare gli elementi neofascisti, i socialisti del Psoe rispondono minimizzando. Per l’esecutivo i comandanti militari di ideologia franchista sono in pensione o in congedo, senza alcuna influenza sulla truppa.

Ma numerose inchieste indipendenti suggeriscono il contrario. L’ultima, inviata da un gruppo di militari denominato «Cittadini in divisa» alla ministra della Difesa Margarita Robles, corredata da foto e dati, dimostra che un gruppo neonazista soprannominato «Lo Nuestro» conta tra i suoi adepti almeno un capitano dell’Aviazione, un Sergente di Fanteria e due caporali, uno dei quali oltretutto adibito all’addestramento dei cadetti.

A gennaio vari gruppi politici hanno chiesto la creazione al Congresso di una specifica commissione d’inchiesta. A sostegno della loro richiesta Erc, Cup, JxC, Bng e Bildu hanno citato le chat nelle quali diversi militari in servizio e in congedo lanciavano gravi accuse nei confronti del governo Sànchez, esaltando la necessità di un colpo di stato, e nelle quali la iperbolica proposta di un generale (in congedo) di fucilare 26 milioni di spagnoli trovava ampia approvazione.

Prima ancora una lettera indirizzata a Robles dal tenente generale in pensione Emilio Pérez Alamán (già autore di un appello contro «il deterioramento della democrazia») pretendeva un «cambiamento di rotta nelle politiche governative», avvertendo che molti militari considerano l’esecutivo una minaccia. La mozione citava poi i saluti romani al ritmo di un brano del gruppo nazirock Estirpe Imperial levati nel 2019 in una caserma di Madrid, e altri episodi.

Anche il gruppo parlamentare di Podemos ha chiesto a Robles misure urgenti per espellere l’estrema destra dall’esercito dopo la diffusione di un video che ritrae un reparto mentre canta un inno della Divisiòn Azul, inviata da Franco a invadere l’Urss al seguito delle truppe naziste e fasciste.

La ministra della Difesa ha spesso ribadito la fedeltà e le convinzioni democratiche delle Forze Armate, respingendo quelli che ha definito «pregiudizi». Secondo un’inchiesta del quotidiano El Confidencial, però, alle elezioni dell’aprile 2019 il partito di estrema destra Vox ha ottenuto tra i militari ben il 22% dei voti – con punte del 41 – contro il 10% di media statale.

* Fonte: Marco Santopadre, il manifesto

 

ph by koldo hormaza, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons



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