Germania. I Verdi a Congresso, tra green economy e salario minimo

Germania. I Verdi a Congresso, tra green economy e salario minimo

BERLINO. Eletta ufficialmente candidata-cancelliera dei Verdi alle elezioni federali di settembre, ma anche riconfermata alla guida del partito insieme al co-segretario Robert Habeck. Da una maggioranza perfino più bulgara di quella che l’aveva nominata leader nel 2019: 98,5% dei voti dei delegati del congresso.

Annalena Baerbock riprende il volo così, dopo la serie di errori politici che l’ha atterrata nei sondaggi, innegabili al punto di prevedere l’autocritica come premessa al discorso di ringraziamento. «Sono molto arrabbiata con me stessa per gli sbagli che ho commesso negli ultimi tempi», scandisce la numero uno dei Verdi in piedi dietro al leggio, davanti ai 688 delegati del congresso che ieri si è svolto on-line.

Prima lanciare la proposta necessaria per accreditare i Grünen come forza di governo alla parte meno orientata alla svolta ambientalista. Un vero e proprio «patto con l’industria» in nome del made in Germany a zero emissioni, «un accordo vincolante per cui lo Stato compensa le aziende per i costi aggiuntivi sostenuti per diventare ecologiche» spiega Baerbock.

Soldi pubblici in cambio della rinuncia al vecchio ciclo produttivo che non si limita a sfruttare l’energia fossile. Non a caso gli altri due punti-chiave del programma dei Verdi che verrà votato dai delegati oggi sono l’innalzamento del salario minimo nazionale dagli attuali 9,5 euro all’ora a 12, e 50 euro al mese in più per i beneficiari del sussidio sociale “Hartz IV” che la pandemia ha moltiplicato.

«Ciò che serve davvero alla Germania è un governo che investa nelle nuove tecnologie creando un’economia rispettosa del Clima», è il messaggio a misura degli elettori e prima ancora dei sondaggi che sono in caduta libera a causa dei passi falsi. Di Baerbock, inciampata nelle scorse settimane nei pagamenti anomali al Bundestag e nelle informazioni poco chiare certificate nel curriculum ufficiale.

E del co-segretario Habeck, che ha contribuito al calo del consenso al partito inimicandosi l’area pacifista, dopo essersi schierato pubblicamente a favore della consegna di «armi difensive» all’Ucraina. Il risultato è che i Verdi sono passati dal 28% di un mese fa al 22% di giovedì scorso, sei punti dietro la Cdu che sembrava praticamente superata.

Pesano, però, anche gli indecenti attacchi personali contro Baerbock lanciati quasi quotidianamente dai suoi nemici. L’ultimo è il meme pubblicato su alcuni quotidiani tedeschi da “Iniziativa Nuova Economia Sociale”, il think-tank della federazione delle industrie metallurgiche ed elettriche: la ritrae nelle vesti di Mosè con le tavole dei divieti della «nuova religione di Stato»: da «Non devi usare l’auto» a «Proibito l’aereo».

Non esattamente uno scherzo in Germania, se hanno condannato la campagna mediatica sia la presidente della comunità culturale ebraica di Monaco, Charlotte Knobloch, che il teologo protestante Christoph Markschies secondo cui è «esemplare del pregiudizio anti-ebraico». Anche del livello di cosa si sta muovendo contro Annalena Baerbock.

* Fonte: Sebastiano Canetta, il manifesto

 

ph by Scheint sinnig, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons



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