WikiLeaks. Gli Stati Uniti di Trump e Pompeo volevano uccidere Julian Assange

WikiLeaks. Gli Stati Uniti di Trump e Pompeo volevano uccidere Julian Assange

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Usa. Rivelazioni di Yahoo! News sulla base delle testimonianze di 30 ex funzionari dell’intelligence americana

 

NEW YORK. Secondo quanto diffuso da Yahoo! News, alcuni alti funzionari della Cia e dell’amministrazione Trump, avrebbero complottato per rapire Julian Assange dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, e assassinarlo. Secondo il rapporto, l’allora direttore Mike Pompeo voleva pareggiare i conti con WikiLeaks dopo la pubblicazione degli strumenti di hacking usati dalla Cia, considerata «la più grande fuga di dati nella storia dell’agenzia».

A partire da marzo 2017, WikiLeaks aveva pubblicato un corposo pacchetto di documenti riguardanti le capacità della Cia nel penetrare computer, telefoni, motori di ricerca e app utilizzate per criptare comunicazioni. Il leak conteneva oltre 8.700 pagine di documenti catalogati dall’agenzia col nome Vault 7, e riguardava circa tre anni di attività di intelligence dal 2013 al 2016. Non solo veniva spiegato, passo dopo passo, come la Cia sfruttasse una serie di vulnerabilità al fine di penetrare i dispositivi, ma anche i riferimenti a progetti in sviluppo e i nomi di operazioni future o in corso in quel momento.

Secondo un ex funzionario della sicurezza nazionale di Trump, Pompeo e i suoi «erano talmente furiosi da essere completamente distaccati dalla realtà, talmente furiosi da voler vedere sangue». I piani di vendetta della Cia su WikiLeaks includevano «un ampio spionaggio sui soci di WikiLeaks, il seminare discordia tra i membri del gruppo, e il furto dei loro dispositivi elettronici». Il rapporto di Yahoo news si basa su testimonianze di 30 ex funzionari, e racconta come questi piani della Cia per Assange abbiano portato a strenui dibattiti riguardo la loro legalità, e delle preoccupazioni che serpeggiavano tra i «livelli più alti» dell’amministrazione Trump sulle conseguenze di un simile omicidio.

Nel 2017, Pompeo aveva definito WikiLeaks un «servizio di intelligence ostile non statale», il che significava che avrebbe potuto essere preso di mira con le stesse modalità aggressive usate contro le agenzie di intelligence degli Stati stranieri.

Alcuni funzionari dell’amministrazione erano così preoccupati dalla piega presa all’interno della Cia, da avere sentito il bisogno di informare i membri del Congresso dei suggerimenti e dei piani di Pompeo.

* Fonte: Marina Catucci, il manifesto

 



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