Vandana Shiva: «Così la finanza specula sulla crisi del grano»

Vandana Shiva: «Così la finanza specula sulla crisi del grano»

INTERVISTA. Per Vandana Shiva la guerra è usata dai monopolisti e dalla finanza per aumentare i loro profitti. E la lobby degli ogm è pronta ad approfittarne

 

Vandana Shiva, presidente di Navdanya International, è in Italia per presentare il suo ultimo libro Dall’avidità alla cura (Emi). Un tour che partirà da Napoli e arriverà fino a Torino, passando per Roma, Firenze, Milano. In particolare, l’attivista indiana sarà ospite a Napoli della manifestazione Berlingueriana, a Roma dell’amministrazione capitolina e dell’Ubi (Unione buddisti italiani), a Torino di Cinemambiente. La incontriamo per parlare della situazione globale, dell’aumento delle diseguaglianze e dei preoccupanti dati sull’obesità rilasciati dall’Oms. Le questioni globali hanno immediate ripercussioni sul locale. È il caso della guerra in Ucraina e della crisi del grano ma, mette in guardia Vandana Shiva, bisogna essere molto attenti per evitare le speculazioni finanziarie sul cibo. Parlando di Italia, l’attivista indiana si sofferma anche sul tentativo di proporre gli Ogm come soluzione alla presunta crisi alimentare e della legge sul biologico appena approvata dal nostro governo.

Il titolo del suo ultimo libro esprime un desiderio o qualcosa si sta muovendo in questa direzione? Quanto è forte l’influenza delle multinazionali sulle nostre vite?

Il libro parla sia di una tendenza che sta crescendo, con l’aumento delle emergenze che minacciano la vita, sia della mia visione di un mondo migliore che possiamo creare abbandonando l’avidità come forza trainante dell’economia e della società e del nostro rapporto con la natura, facendo della cura per la terra e per gli altri il valore guida. L’influenza delle multinazionali sulle nostre vite è cresciuta negli ultimi trent’anni di globalizzazione neo-liberale. Ma le persone hanno resistito. Il tentativo di privatizzare e mercificare i movimenti è stato fermato dalla lotta per la democrazia dell’acqua in India e in Italia. Navdanya e il movimento Seed Freedom hanno resistito al sistema dei brevetti e al monopolio corporativo sui semi. Le multinazionali ora vogliono controllare tutto: i nostri corpi, le nostre menti, il nostro cibo, la nostra salute. Se non ci opponiamo, saranno loro a possedere la natura e tutti i suoi sistemi di supporto alla vita. Il che significa che si approprieranno delle nostre vite.

Il numero di miliardari nel mondo è in aumento, così come il numero di poveri. Un singolo individuo come Bill Gates, con tutti i suoi interessi, ha più potere di molti Stati del mondo. È possibile invertire questa tendenza e il modello che genera queste disuguaglianze?

Tutto ciò che è stato fatto dall’uomo può essere disfatto dall’uomo. L’ascesa di governanti miliardari come Gates è una ripetizione del dominio dei baroni rapinatori come Rockfeller negli Stati Uniti un secolo fa. I miliardari infrangono le regole sociali e minano la governance democratica per espandere i loro imperi. Per questo ho scritto Il pianeta di tutti. Come il capitalismo ha colonizzato la Terra (Feltrinelli). Come Navdanya International abbiamo curato un rapporto dei cittadini sulla fondazione di Bill e Melinda Gates. Invertire la tendenza non è solo possibile, ma necessario se l’umanità vuole avere libertà e un futuro. I cittadini devono diventare consapevoli del potere illegittimo delle multinazionali sui nostri governi e sulle nostre vite. Dobbiamo sfruttare tutte le possibilità nelle nostre società e nei nostri Paesi per far retrocedere il potere delle corporazioni, come è stato fatto negli Stati Uniti negli anni ’30, quando è stato smantellato il monopolio che i Rockfeller avevano sul petrolio attraverso la Standard Oil. E dobbiamo creare nuove possibilità per il potere delle persone attraverso la mobilitazione, l’organizzazione, la ricerca e la cura di alternative libere dal controllo corporativo, come abbiamo fatto con le sementi, il cibo e l’agricoltura.

Il mondo è scosso dalla guerra in Ucraina. La crisi alimentare, in particolare quella del grano, è stata indicata come una conseguenza naturale della guerra. Molti sostengono che dietro la crisi ci sia anche una forte speculazione finanziaria. Qual è la sua posizione?

Ogni crisi è stata usata dai monopoli del grano per aumentare i loro profitti e il loro controllo. Le rivolte per il pane nel mondo arabo, definite “primavera araba”, sono state il risultato dell’aumento dei prezzi del grano e del pane a causa della speculazione della finanza. Il cibo è stato trasformato in una merce, in un asset finanziario, durante la crisi del 2008, come ha scritto Kaufman in La bolla alimentare, in cui si legge: «Il grano immaginario comprato ovunque influisce sul grano reale comprato ovunque».

Con il trading elettronico 24 ore su 24 innescato dagli algoritmi degli indici di prezzo compositi e dei derivati sulle materie prime, le finanze sono cresciute, insieme alla crescita della fame, come sottolineato dall’Agribusiness Accountability Initiative fin dall’aprile del 2008.

La crescita finanziaria e la crescita del denaro generate dal casinò della finanza non portano a una crescita reale nei processi che supportano e sostengono la vita. La deregolamentazione ha destabilizzato il sistema finanziario e alimentare mondiale. Ha creato i fondi di gestione patrimoniale come Blackrock e Vanguard. I fondi di gestione indicizzati possono moltiplicare le finanze, non il cibo.

L’impressione è che alcuni partiti politici, sostenuti dalla lobby industriale, stiano cercando di trarre vantaggi dalla guerra. Per esempio, molti spingono per la deregolamentazione dei nuovi Ogm in Europa come soluzione alla crisi alimentare. Questa equazione funziona davvero?

Ogni disastro è stato usato come un’opportunità dalla lobby degli Ogm, che rappresenta lo stesso conglomerato che vende anche prodotti agrochimici tossici. Hanno cercato di usare il disastro del terremoto di Haiti per imporre gli Ogm. Gli agricoltori hanno creato un movimento e hanno resistito. Quando il super ciclone ha devastato l’Orissa nel 1999, c’è stato un tentativo di imporre mais e soia Ogm. Ci siamo organizzati e il nostro Ministero della Salute ha vietato gli Ogm. I cittadini europei devono insorgere e difendere la loro libertà di mangiare cibo libero da Ogm, il loro diritto alla biosicurezza. Devono scoprire i bluff dei governi che cercano di usare la guerra in Ucraina per scaricare Ogm non testati e non regolamentati sui cittadini europei.

Esiste un consenso internazionale sulla necessità di creare un’alternativa all’agricoltura industriale e al modello della grande distribuzione. L’Italia ha appena approvato una legge per l’agricoltura biologica. L’agroecologia può contribuire alla tutela della biodiversità e al benessere di agricoltori e cittadini?

Dai miei 35 anni di lavoro in agroecologia e conservazione della biodiversità nella fattoria di Navdanya ho maturato la convinzione che un’agricoltura priva di sostanze chimiche, quale è l’agroecologia, sia necessaria per conservare e rigenerare la biodiversità e, attraverso la biodiversità, il benessere di agricoltori e cittadini. I pesticidi e gli insetticidi stanno portando gli insetti all’estinzione, i diserbanti come il RoundUp/Glifosato stanno spingendo all’estinzione le piante, gli insetti e gli organismi del suolo che dipendono da loro. La distruzione della biodiversità nel suolo e nelle piante sta portando alla distruzione della biodiversità nel nostro microbioma intestinale che è alla base dell’aumento delle malattie croniche. L’agroecologia basata sulla biodiversità produce più cibo se misurato in termini di nutrimento per ettaro e non di resa per ettaro. I redditi netti degli agricoltori sono più alti quando coltivano la biodiversità per le economie alimentari locali invece di prodotti di monocoltura ad alta intensità chimica per le catene di approvvigionamento globali. La biodiversità, l’assenza di sostanze chimiche e il cibo locale vanno a vantaggio degli agricoltori, dei cittadini e della Terra.

* Fonte/autore: Manlio Masucci, il manifesto



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