Clima di repressione: pioggia di sanzioni contro gli ambientalisti

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A Roma, Torino e Venezia: denunce e fogli di via per Extinction Rebellion

 

Per il governo italiano chi protesta contro le politiche pubbliche che non fermano emissioni, fonti fossili e cambiamento climatico è un nemico. E per combatterlo ha scelto la strada dell’ordine pubblico: a cavallo tra la fine del 2023 e il 2024 ha visto notificare ad attivisti di Extinction Rebellion un centinaio tra denunce, fogli di via e avvisi orali. La loro colpa? Aver partecipato ad azioni del movimento negli ultimi mesi. La grandinata l’aveva annunciata il vicepremier Matteo Salvini, che pure dovrebbe occuparsi di infrastrutture: «Multe e carcere per questi vandali», a dicembre aveva detto all’indomani dell’azione nelle acque del Canal Grande e in altri fiumi e canali d’Italia.

Le Questure hanno raccolto l’appello: nelle ultime settimane un centinaio di persone sono state convocate e denunciate o espulse dalle città di Roma, Venezia e Torino, per un periodo da 1 fino a 4 anni. Le misure riguardano tre iniziative: il 23 ottobre a Roma, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il 29 novembre a Torino, sul tetto dell’Oval di Lingotto, durante l’Aerospace and Defence Meeting, e il 9 dicembre nei canali e nei fiumi di Torino, Roma, Bologna, Milano e Venezia. A Roma un centinaio di persone si erano travestite da Pinocchio e si erano riunite in presidio all’ingresso del ministero delle Infrastrutture. La manifestazione fu interrotta dalla polizia, che rimosse di peso i partecipanti. In quaranta vennero poi trasferiti in commissariato e trattenute per otto ore. Tutto il materiale venne sequestrato e cinque di loro vennero rilasciati dopo 8 ore con due denunce e un foglio di via da 1 a 3 anni (di cui una persona dell’ufficio stampa). Durante le vacanze natalizie carabinieri e polizia hanno convocato tutte i presenti quel giorno per notificare nuove denunce. In alcuni casi, come a Pinerolo, persino la notte di Natale. In totale si tratta di oltre settanta persone denunciate in tutta Italia, per «manifestazione non preavvisata» e «non ottemperanza con un ordine dell’autorità».

«Il diritto di manifestazione è un diritto sancito dalla nostra Costituzione – commenta Bianca di Extinction Rebellion – e la legge prevede che una manifestazione possa essere sciolta solo se pone un problema di sicurezza e ordine pubblico. Sostenere che fosse lecito intervenire perché la manifestazione non era preavvisata significa ledere il diritto costituzionale al libero dissenso».

IL SECONDO EPISODIO è accaduto il 29 novembre a Torino, quando sette persone avevano occupato il tetto dell’Oval durante la convention su aerospazio e difesa, appendendo bandiere della pace e un grande striscione con scritto: «Qui si finanzia guerra e crisi climatica». Nove persone sono state denunciate con 6 capi d’accusa, quattro di loro espulse da Torino, mentre due hanno ricevuto un avviso orale, una misura di prevenzione che prelude alla sorveglianza speciale. Sono misure previste dalla legge 59 del 2011, cioè dal Codice Antimafia, pensate per il contrasto alla criminalità organizzata, utilizzate oggi verso chi denuncia gli investimenti di Stato nell’industria bellica.

«Misure rilasciate direttamente dal Questore, senza pregiudizi penali che li giustifichino, senza che vi sia la possibilità di esporre i fatti e senza la valutazione di un magistrato» riporta Marta, portavoce nazionale di Fridays For Future e destinataria di un avviso orale.
A Venezia, infine, l’azione che fece arrabbiare tanto Salvini: 28 persone furono portate in questura per sei ore (compreso un turista di passaggio) e adesso vengono denunciate con diversi capi d’imputazione surreali, sette fogli di via e tre avvisi orali. Tra i reati imputati risaltano «violenza privata» e «sversamento di sostanze pericolose», anche se si trattava di sale organico usato solitamente proprio nei fiumi e nei mari. Extinction Rebellion ha annunciato ieri di aver inoltrato i primi ricorsi al Tar per i fogli di via e gli avvisi orali. Domani è prevista una conferenza stampa pubblica davanti al Comune di Torino, con avvocati e docenti di diritto costituzionale.

* Fonte/autore: Luca Martinelli, il manifesto



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